L'Egitto segue con «grande interesse e preoccupazione» la questione del confine marittimo tra Kuwait e Iraq, esortando al rispetto del diritto internazionale e della sovranità kuwaitiana mentre offre supporto a entrambe le parti per un consenso che rafforzi la sicurezza regionale.
Il Ministero degli Esteri egiziano ha dichiarato lunedì di seguire con «grande interesse e preoccupazione» la disputa sul confine marittimo tra Kuwait e Iraq, dopo che Baghdad ha presentato coordinate e una mappa alle Nazioni Unite. La dichiarazione del ministero ha sottolineato l'importanza di aderire alle norme del diritto internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), insistendo sulla necessità di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Kuwait. Il Cairo ha espresso la sua disponibilità a sostenere entrambi i paesi nel raggiungimento di un consenso che rafforzi la sicurezza e la stabilità regionale.¶n¶nCiò è avvenuto dopo un appello del Segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), Jasem Al-Budaiwi, lunedì, in cui ha invitato l'Iraq a ritirare le coordinate e la mappa depositate presso l'ONU, sostenendo che violano la sovranità kuwaitiana sulle sue zone marittime, inclusi Fasht al-Qaid e Fasht al-Ayj. Al-Budaiwi ha evidenziato la necessità di ricorrere ai principi del diritto internazionale e dell'UNCLOS, in linea con gli accordi bilaterali tra i due paesi, e ha ribadito le posizioni ferme del CCG sul rispetto da parte dell'Iraq della sovranità kuwaitiana, come indicato nel comunicato finale della 46ª sessione del Consiglio Supremo dei leader del CCG.¶n¶nHa notato che le profonde relazioni storiche tra il CCG e l'Iraq non sono servite da tali pretese, esprimendo la speranza che Baghdad riveda e ritiri il deposito per favorire la fiducia reciproca e la stabilità regionale. Le tensioni diplomatiche sono escalate domenica quando il Ministero degli Esteri kuwaitiano ha convocato il chargé d'affaires iracheno Zayed Abbas Shanshal per consegnargli una nota ufficiale di protesta. L'incaricato kuwaitiano ad interim Aziz Rahim al-Dihani ha presentato la protesta, affermando che il deposito iracheno all'ONU includeva pretese su aree marittime e caratteristiche «stabili e consolidate» che non erano state previamente contestate.¶n¶nIl Kuwait ha esortato l'Iraq a considerare i loro rapporti storici e ad affrontare la questione in modo serio e responsabile in conformità al diritto internazionale e agli accordi bilaterali. In risposta, il Ministero degli Esteri iracheno ha difeso l'azione, basata sulla Decisione Governativa n. 266 del 2025, fondata sulle leggi irachene e sull'UNCLOS. Ha spiegato che il deposito mira a consolidare le precedenti procedure legali relative alle zone marittime dell'Iraq in un unico documento con coordinate precise, tenendo conto degli sviluppi nel diritto internazionale del mare, inclusa l'espansione della giurisdizione degli Stati costieri. L'Iraq ha sottolineato che la definizione delle sue zone marittime è una questione sovrana in cui nessun altro Stato ha il diritto di interferire, ribadendo il rispetto dei principi del diritto internazionale.