L'udienza tra l'azienda di pneumatici Fate, il sindacato SUTNA e il governo si è conclusa senza accordo lunedì presso la Segreteria del Lavoro. Nell'ambito della conciliazione obbligatoria in corso, i licenziamenti restano sospesi mentre è programmato un nuovo incontro per il 4 marzo. La tensione continua nel settore dei pneumatici dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento.
L'industria argentina dei pneumatici affronta un'incertezza accresciuta dopo che Fate ha annunciato la cessazione delle operazioni la settimana scorsa. Lunedì 23 febbraio 2026, l'udienza convocata dalla Segreteria del Lavoro, nell'ambito della conciliazione obbligatoria, ha riunito rappresentanti dell'azienda e del Sindacato Unico dei Lavoratori dell'Industria dei Pneumatici dell'Argentina (SUTNA), ma si è conclusa senza una risoluzione positiva. L'incontro mirava a preservare i posti di lavoro e la continuità produttiva, sebbene si sia chiuso con un verbale di accordo vuoto. Il Ministero del Capitale Umano ha emesso un comunicato ufficiale confermando lo stallo: «non è stato possibile raggiungere un accordo tra le parti». Per esaurire le istanze amministrative e prevenire la chiusura definitiva, la Segreteria del Lavoro ha fissato una nuova convocazione per mercoledì 4 marzo alle 11:00. Il ministero ha ribadito che «continuerà a promuovere spazi di negoziazione tra le parti, tutelando l'occupazione, l'attività produttiva e il rispetto delle normative sul lavoro». Dal sindacato guidato da Alejandro Crespo, si mantiene uno stato di allerta, descrivendo la situazione come «ricatto padronale». L'azienda sostiene una mancanza strutturale di competitività dovuta ad alti costi operativi e calo della domanda, in un contesto più ampio di contrazione del settore industriale. Nel frattempo, la conciliazione obbligatoria resta in vigore, sospendendo i licenziamenti annunciati.