Le autorità francesi hanno identificato un'operazione di disinformazione legata alla Russia che accusa Emmanuel Macron di coinvolgimento nell'affaire Epstein. Rilevata da Viginum, la campagna ha utilizzato un sito web falso che impersonava France-Soir ed è stata amplificata su X. È attribuita alla rete Storm-1516.
Viginum, il servizio incaricato di contrastare le interferenze straniere online, ha rilevato mercoledì un'operazione di disinformazione legata alla rete russa Storm-1516. La campagna mirava a coinvolgere il presidente Emmanuel Macron nell'affaire Epstein pubblicando un articolo su un sito web falso che impersonava France-Soir. L'articolo accusava Macron di essere compromesso, sostenendo di rivelare documenti incriminanti inesistenti nella banca dati della Epstein Library del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Il contenuto falso, che ha usurpato anche il nome di un giornalista di Le Parisien, è stato amplificato su X da account pro-russi di rilancio della disinformazione, inclusa la prima diffusore @LoetitiaH, identificata come relè storico di Storm-1516. Viginum attribuisce ciò alla modalità CopyCop, una rete di siti falsi legata a John Mark Dougan, esiliato in Russia dal 2016. Il sito è stato disattivato rapidamente due giorni dopo l'attivazione. France-Soir ha smentito le accuse mercoledì sera sui social media, avvertendo di usurpazione di marchio e contenuti. Il giornalista coinvolto ha sporto denuncia. Secondo una fonte governativa, questa operazione assomiglia ad altre di Storm-1516, che ha orchestrato almeno 77 campagne informative contro paesi occidentali dalla fine del 2023, mirando a screditare il governo ucraino e sospendere gli aiuti occidentali. Storm-1516 rappresenta una minaccia significativa per il dibattito pubblico digitale francese ed europeo, coinvolto in elezioni come quelle presidenziali Usa del 2024 e quelle legislative moldave del 2025. In Francia, decine di siti di notizie locali falsi sono stati attribuiti a questa rete dalla fine del 2025, in vista delle elezioni municipali a metà marzo e del voto presidenziale del 2027. I documenti Epstein rilasciati il 30 gennaio dagli Usa non contengono nuovi elementi per ulteriori procedimenti.