I sindacati francesi hanno espresso forte disapprovazione per la pubblicazione di un saggio intitolato Sauver la démocratie sociale, scritto a più mani dall'economista Gilbert Cette, dal sociologo Guy Groux e da Richard Robert. Uscito il 21 gennaio, il libro critica le organizzazioni dei lavoratori per essersi lasciate tentare dalla contestazione e propone di ridurne il numero regolando più strettamente il diritto di sciopero. Questa controversia mette in imbarazzo l'esecutivo, poiché riguarda il Conseil d'orientation des retraites, presieduto dal signor Cette.
La pubblicazione del libro Sauver la démocratie sociale, edito da Calmann-Lévy in 220 pagine a 19,50 euro, ha suscitato forti reazioni tra i sindacati francesi. Co-autori sono Gilbert Cette, presidente del Conseil d'orientation des retraites (COR), il sociologo Guy Groux e Richard Robert, direttore della rivista online Telos; il saggio esprime un severo giudizio sulla democrazia sociale, descrivendola come « naufrage » o naufragata. Gli autori affermano che le organizzazioni dei lavoratori faticano a stipulare accordi ambiziosi. A livello aziendale, le ordinanze Macron di settembre 2017 hanno effettivamente aumentato il numero di accordi collettivi, incoraggiando negoziati più vicini ai posti di lavoro. Tuttavia, secondo gli autori, pochissimi di essi incorporano « innovations sociales » ovvero innovazioni sociali. I sindacati contestano in particolare le raccomandazioni dei tre co-autori, tra cui la limitazione dell'esercizio del diritto di sciopero e la riduzione del numero di organizzazioni dei lavoratori. I rapporti tra Gilbert Cette e i sindacati erano già tesi prima di questa uscita. La polemica si estende al COR, organo consultivo che include rappresentanti dei lavoratori, creando imbarazzo all'esecutivo. I sindacati considerano queste proposte un assalto ai loro ruoli, definendo il libro un « brûlot » o pamphlet incendiario che rimprovera duramente le organizzazioni dei lavoratori per il loro « discours hors sol » o discorso avulso dalla realtà.