L'ex ministro della Cultura Jack Lang ha proposto le sue dimissioni dalla presidenza dell'Istituto del Mondo Arabo (IMA) sabato 7 febbraio 2026, in mezzo alla pressione per le rivelazioni sui suoi legami con Jeffrey Epstein. Convocato al Quai d’Orsay, ha ceduto dopo l'apertura di un'inchiesta preliminare da parte della Procura Nazionale Finanziaria contro di lui e la figlia Caroline per riciclaggio di frode fiscale aggravata. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha riconosciuto la decisione e avvierà il processo di successione.
Jack Lang, figura iconica della sinistra francese ed ex ministro della Cultura con François Mitterrand, dirigeva l'Istituto del Mondo Arabo (IMA) dal 2013, dopo quattro mandati e dodici anni alla guida. Questa istituzione diplomatica e culturale, finanziata principalmente dalla Francia, ha preso slancio sotto la sua presidenza grazie alla sua rete, attirando mecenati e mostre ambiziose, sebbene ostacolata dal limitato coinvolgimento dei paesi arabi. La pubblicazione il 30 gennaio 2026 di milioni di documenti da parte della giustizia statunitense — i ‘file Epstein’ — ha rivelato stretti legami tra Jack Lang e Jeffrey Epstein, il finanziere e delinquente sessuale morto in prigione nel 2019. Il nome di Lang appare 673 volte, quello della figlia Caroline 948 volte, evidenziando interessi economici condivisi. Tra gli scambi emersi: una negoziazione nel 2015 per la vendita di un riad a Marrakech, una richiesta nel 2017 di 57.897 dollari per un film sugli ‘anni Lang-Mitterrand’ e messaggi come ‘Caro Jeffrey, (…) la tua generosità è infinita’ o ‘Posso approfittarne di nuovo?’, in cui Lang chiede un passaggio in auto a una festa. Epstein, condannato nel 2008 per l'uso di prostitute minorenni, era noto per la sua rete influente. Lang ha affermato di ignorare il suo passato criminale quando si sono incontrati circa quindici anni fa tramite Woody Allen, invocando ingenuità. Venerdì 6 febbraio, la Procura Nazionale Finanziaria (PNF) ha aperto un'inchiesta preliminare per ‘riciclaggio di frode fiscale aggravata’ contro Jack e Caroline Lang, in seguito alle rivelazioni di Mediapart su una società offshore fondata da Caroline nel 2016 con Epstein. Sotto pressione politica, inclusa quella del Partito Socialista tramite il suo primo segretario Olivier Faure che lo sollecita a dimettersi per proteggere l'istituzione e riservare benevolenza alle vittime, Lang è convocato domenica 8 febbraio al Ministero degli Esteri da Jean-Noël Barrot, su richiesta dell'Eliseo e Matignon. Sabato, dal Marocco dove partecipava a una fiera d'arte, ha scritto a Barrot: ‘Il clima attuale (…) è deleterio. Mi rivolta e mi repelle. Può solo danneggiare questa magnifica istituzione’. Propone le sue dimissioni alla prossima assemblea straordinaria per garantire la continuità. Barrot l'ha riconosciuta e convocherà un consiglio entro sette giorni per un presidente ad interim. L'Eliseo ne ha preso atto. Caroline Lang si è dimessa dalla guida di un sindacato di produttori cinematografici, dal board di Series Mania e Pictanovo. Lang accoglie l'inchiesta ‘con serenità e persino sollievo’, dichiarando che collaborerà per chiarire le accuse alla sua integrità.