Il 10 marzo 2026, quasi due settimane dopo il lancio da parte di Stati Uniti e Israele di Operation Epic Fury contro l'Iran, il presidente Donald Trump ha dichiarato dal suo golf club di Doral che gli obiettivi militari sono stati «largamente raggiunti», rifiutandosi di porre fine ai bombardamenti. Ha elogiato i progressi dell'operazione, minacciato le infrastrutture energetiche iraniane se necessario, minimizzato i picchi dei prezzi del petrolio ed espresso delusione per la nomina di Mojtaba Khamenei come nuovo leader supremo a seguito della morte di suo padre Ali nei raid iniziali.
Il 10 marzo 2026, durante la sua prima conferenza stampa da quando Stati Uniti e Israele hanno avviato raid congiunti sull'Iran nell'ambito di Operation Epic Fury il 28 febbraio—che hanno preso di mira siti nucleari, missili balistici e leadership inclusa la residenza del leader supremo Ali Khamenei—Donald Trump ha parlato dal suo golf club di Doral in Florida. Ha affermato che gli obiettivi militari sono stati «largamente raggiunti», dichiarando: «Abbiamo annientato tutte le forze iraniane, molto completamente, e la maggior parte delle forze navali sono state affondate». Trump ha descritto l'operazione come in corso «molto decisamente» e «in anticipo sulla tabella di marcia iniziale» di quattro-cinque settimane. Ha giustificato i raid con la «minaccia imminente» dell'Iran, attribuendo il merito ai consiglieri Steve Witkoff, Jared Kushner, Pete Hegseth e Marco Rubio. Trump ha ribadito: «Se non li avessimo colpiti, avrebbero preso il controllo del Medio Oriente e cercato di distruggere Israele». Sono stati colpiti oltre 5.000 obiettivi, incluse capacità di droni e missili, ma non ha annunciato la fine delle operazioni, minacciando: «Potremmo distruggere tutto [infrastrutture energetiche] in un solo giorno» se l'Iran persiste. Trump ha minimizzato i prezzi del petrolio in forte rialzo, che hanno raggiunto i 120 dollari al barile prima di arretrare, citando le riserve domestiche degli Stati Uniti e una partnership con il Venezuela. Ha promesso assicurazioni per le petroliere nel Golfo e una risposta «incalcolabile» se l'Iran blocca lo Stretto di Hormuz. Ha espresso delusione per la nomina di Mojtaba Khamenei come successore di Ali Khamenei—confermata dopo la morte del leader supremo nei raid iniziali—prevedendo «più problemi». Trump ha negato divergenze con il vicepresidente JD Vance sull'impegno. Questa ambiguità accresce l'incertezza, poiché le Guardie della Rivoluzione Iraniane affermano che decideranno l'esito del conflitto.