L'indice di rischio paese dell'Argentina ha chiuso venerdì 14 novembre 2025 a 612 punti base, in calo dello 0,65% rispetto al giorno precedente. Questo calo avviene in un contesto di ottimismo dei mercati dopo l'annuncio di un accordo commerciale con gli Stati Uniti. I titoli sovrani sono saliti, riflettendo una maggiore fiducia degli investitori.
Il rischio paese, un indicatore chiave compilato da J.P. Morgan che misura la differenza di rendimento tra i titoli sovrani argentini e i titoli del Tesoro statunitense, ha registrato un calo dello 0,65%, equivalente a 4 punti in meno rispetto alla chiusura di giovedì 13 novembre a 616 punti base.
Questo sviluppo si inserisce in una settimana volatile ma con tendenza al ribasso. Lunedì 10 novembre, l'indice è sceso sotto i 600 punti, raggiungendo un minimo di 596, spinto dall'ottimismo sul riacquisto di debito sovrano da parte del governo e dalle aspettative di accumulo di riserve. Tuttavia, mercoledì 12 novembre e giovedì 13 novembre, ha rimbalzato, chiudendo a 616 unità, attribuito a prese di profitto e moderazione dell'entusiasmo iniziale.
L'annuncio dell'accordo commerciale con l'amministrazione di Donald Trump ha dato impulso alle azioni argentine negoziate a Wall Street, con forti guadagni per le aziende legate all'export sul mercato locale di Buenos Aires. Gli analisti sottolineano che consolidare la stabilità macroeconomica e ottenere accordi legislativi sarà cruciale per mantenere questo miglioramento. L'indicatore, espresso in punti base dove 100 equivalgono a un tasso di interesse aggiuntivo dell'1%, riflette il rischio di default percepito dal mercato e influisce sui costi di finanziamento dell'economia argentina.
La tendenza attuale di calma e ottimismo persiste, con i titoli sovrani che hanno registrato guadagni venerdì.