Egitto inaugura la terza conferenza mondiale su popolazione, salute e sviluppo

L'Egitto ha inaugurato mercoledì la terza edizione della Conferenza Mondiale su Popolazione, Salute e Sviluppo Umano 2025, sotto il patronato del presidente Abdel Fattah Al-Sisi e in presenza del primo ministro Mostafa Madbouly. L'evento riunisce esperti senior globali in salute sotto il tema «Empower People, Advancing Progress, Expanding Opportunities». Il ministro della Salute e della Popolazione Khaled Abdel Ghaffar ha enfatizzato che la salute è un investimento in un futuro più prospero ed equo.

Nel suo discorso di apertura, il ministro della Salute e della Popolazione e vice primo ministro Khaled Abdel Ghaffar ha affermato che la salute non deve essere vista come un costo ma come un investimento che genera molteplici rendimenti in produttività, stabilità e sviluppo umano. Ha notato che l'economia della salute è diventata uno strumento chiave di politica e che la «diplomazia della salute» serve come ponte per la cooperazione internazionale verso la sicurezza sanitaria globale. Ha sottolineato che la salute pubblica rimane la pietra angolare della resilienza contro crisi sanitarie ed economiche.

Il ministro ha evidenziato i programmi nazionali di punta dell'Egitto —100 Milioni di Salute, il Sistema di Assicurazione Sanitaria Universale e l'iniziativa presidenziale Vita Digna— come esempi di politiche integrate economiche, sociali e sanitarie che assicurano un accesso equo a servizi di qualità. La sessione di apertura ha anche segnato una tappa storica quando l'Egitto ha ricevuto la certificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che dichiara l'eliminazione del tracoma, aggiungendosi al lungo record del paese nella lotta contro le malattie infettive.

Abdel Ghaffar ha pointed out che il budget del settore sanitario dell'Egitto si è espanso più di nove volte, da 42,4 miliardi di EGP nel 2014 a 406,47 miliardi di EGP nel 2025, riflettendo un cambio di paradigma nella visione delle spese sanitarie come motore della crescita economica. Una presentazione del ministero intitolata «Investire in Salute: Rendimenti Economici e Diplomazia della Salute» ha mostrato i principali successi, inclusa l'eliminazione delle liste d'attesa chirurgiche —trattando 2,95 milioni di casi a un costo di 29,44 miliardi di EGP— e la fornitura di trattamenti finanziati pubblicamente a 22,8 milioni di pazienti con una spesa totale di 142,2 miliardi di EGP tra il 2014 e il 2025.

Ha inoltre rivelato che 15 iniziative nazionali sanitarie hanno collettivamente erogato 260 milioni di servizi a livello nazionale, notando che ogni EGP 1 investito nella prevenzione genera un ritorno di 1,7 EGP, sottolineando il forte valore economico degli investimenti in salute. L'Egitto è emerso come leader nella diplomazia sanitaria globale, fornendo aiuti medici alle nazioni africane, srad icando malattie come la polio, la malaria, l'epatite C, il morbillo, la rosolia e l'epatite B, e diventando un centro di riferimento designato dall'OMS per la resistenza antimicrobica.

Il ministro ha annunciato nuove iniziative per avanzare la diplomazia sanitaria basata sulla conoscenza, inclusa l'istituzione dell'Accademia di Diplomazia Sanitaria dell'Egitto e l'hosting del primo ramo estero del rinomato Centro per il Cancro Gustave Roussy di Francia. Abdel Ghaffar ha concluso: «Investire in salute non è un lusso —è la base per investire nelle persone», enfatizzando che l'economia e la diplomazia della salute sono strumenti pratici per promuovere efficienza, equità e cooperazione verso un mondo più sicuro e più sano per le generazioni future.

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