Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha affermato che Il Cairo mantiene contatti con tutte le parti per preservare la sospensione dei combattimenti a Gaza, annunciando che l'Egitto ospiterà una conferenza internazionale sulla ripresa precoce e la ricostruzione. Gli sviluppi sul terreno sottolineano la fragilità della tregua, con Jewish Voice for Peace, con sede negli USA, che accusa Israele di 500 violazioni del cessate il fuoco in 44 giorni. La crisi umanitaria si aggrava con nuove vittime e un collasso economico senza precedenti.
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha dichiarato che l'Egitto ospiterà una conferenza internazionale focalizzata sulla ripresa precoce e la ricostruzione a Gaza, mantenendo contatti continui con tutte le parti per sostenere il cessate il fuoco. Tuttavia, Jewish Voice for Peace, con sede negli USA, ha evidenziato le 500 violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in 44 giorni, affermando che «il genocidio non si è fermato».
Sul terreno, Saraya Al-Quds, l'ala armata di Jihad Islamica, ha consegnato il corpo di un ostaggio israeliano alle squadre della Croce Rossa a Deir Al-Balah, mentre le Brigate Al-Qassam di Hamas hanno annunciato il trasferimento del corpo di un altro ostaggio più tardi martedì. Il Ministero della Sanità di Gaza ha riferito che gli ospedali hanno ricevuto 17 palestinesi uccisi nelle ultime 24 ore — tre da nuovi raid israeliani e 14 sotto le macerie — più 16 feriti. Il bilancio totale delle morti dall'7 ottobre 2023 ammonta a 69.775, con 170.965 feriti.
La situazione umanitaria peggiora, con la Difesa Civile di Gaza che ha recuperato i resti di 14 persone da una casa distrutta nel campo profughi di Al-Maghazi. A Khan Younis, forti piogge hanno allagato decine di tende nell'area di sfollamento di Al-Mawasi, dove un portavoce municipale ha descritto le condizioni come «estremamente catastrofiche», notando danni estesi a strade, infrastrutture idriche e reti fognarie. La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da USA e Israele, ha terminato la sua missione, accusata dall'Ufficio Media Governativo di Gaza di essere una «falsa copertura umanitaria» dopo che 2.615 palestinesi sono morti di fame vicino ai suoi siti, nonostante la distribuzione di 187 milioni di pasti gratuiti.
Sul piano economico, un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) descrive il collasso dell'economia palestinese come «senza precedenti» dopo due anni di guerra e restrizioni israeliane, con il PIL pro capite tornato ai livelli del 2003 e cancellando 22 anni di progressi; figura tra i dieci peggiori shock economici globali dal 1960.
La critica internazionale aumenta, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha condannato la «brutalità contro le donne di Gaza», affermando che due terzi dei 70.000 uccisi negli ultimi due anni erano donne e bambini, e promettendo di «dire la verità in ogni foro». Il relatore speciale ONU sul diritto a un alloggio adeguato, Balakrishnan Rajagopal, ha accusato Israele di un «massacro di case» come parte di un genocidio, dichiarando all'agenzia Anadolu: «La situazione non è molto diversa da prima del cessate il fuoco.»
I gruppi per la libertà di stampa hanno espresso preoccupazioni, con la Foreign Press Association che critica il divieto continuo di Israele all'ingresso dei giornalisti a Gaza, notando ritardi nella risposta alla sua petizione fino al 24 dicembre come ordinato dalla Corte Suprema israeliana.