Quattro giorni dopo che l'uragano Melissa ha colpito Cuba il 29 ottobre, le operazioni di soccorso e evacuazione continuano in diverse province orientali, con il pericolo maggiore a Granma a causa delle inondazioni nella valle del fiume Cauto. Le comunità rimangono isolate in mezzo a infrastrutture fragili. In Italia, è stata lanciata una campagna di raccolta fondi per sostenere gli sforzi di recupero.
L'uragano Melissa ha devastato l'est di Cuba il 29 ottobre, lasciando inondazioni che persistono quattro giorni dopo. Nella provincia di Granma, piogge intense e dighe straripanti hanno allagato vaste aree della valle del fiume Cauto, isolando le comunità ed esponendo le vulnerabilità dell'infrastruttura idraulica.
Domenica, circa un centinaio di persone intrappolate da mercoledì sono state salvate nella città di Los Mangos a Granma. Un vicino ha detto davanti a telecamere e microfoni: «Quello che fa questo paese, nessun altro lo fa.» Da sabato, un'operazione di emergenza a Río Cauto e Grito de Yara coinvolge più di 150 persone con risorse aeree, anfibie e terrestri, evacuando intere famiglie, bambini e malati in aree sicure.
Nella provincia di Las Tunas, sono stati allestiti rifugi a Jobabo, Colombia e nella capitale provinciale, con donazioni locali e aiuti volontari che contrastano con la rigidità burocratica dello Stato. Solo circa la metà del servizio elettrico di Granma è stata ripristinata a causa di pali abbattuti e danni alle installazioni chiave; le comunicazioni sono interrotte da cavi in fibra ottica crollati e impianti esterni. Squadre di riparazione da Cienfuegos, L'Avana e Sancti Spíritus stanno rafforzando gli sforzi.
A Holguín, lo straripamento del serbatoio di Camazán ha costretto all'evacuazione di più di 500 persone nel municipio di Urbano Noris; comunità come Estrada e San Francisco sono rimaste isolate per oltre 32 ore. Il ministro dei Trasporti Eduardo Rodríguez Dávila ha segnalato gravi danni ferroviari a Santiago de Cuba: impatti sulla Linea Centrale tra i chilometri 833 e 834,5, con binari sospesi; il ponte al km 205,8 tra Dos Ríos e Palma Soriano è crollato completamente, e sezioni rimangono bloccate dalla vegetazione.
Per i sistemi fotovoltaici solari, Granma ha perso 19 pannelli dal parco di Las Tapias, con aree basse ancora sommerse; le autorità di Holguín, Las Tunas e Guantánamo affermano danni minimi, sebbene immagini locali mostrino parchi coperti di fango e strutture deformate. Non vengono menzionate perdite umane, e le voci su un altro ciclone chiamato Erin si sono rivelate infondate, poiché si è formato a metà agosto senza influenzare Cuba.
In risposta internazionale, l'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Anaic) ha lanciato una campagna di raccolta fondi il 2 novembre per sostenere la nazione caraibica colpita dalla tempesta.