Una delegazione di Hamas è arrivata al Cairo per discutere l'ultima escalation israeliana a Gaza e i passi per implementare la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco. La visita avviene in mezzo a crescenti preoccupazioni per le ripetute violazioni della tregua, con rapporti di nuove morti e feriti. I leader internazionali hanno espresso allarme per la situazione fragile.
La delegazione di Hamas, guidata dal alto funzionario Khalil Al-Hayya, è arrivata al Cairo sabato sera per affrontare la recente escalation israeliana a Gaza e far progredire la seconda fase del cessate il fuoco firmato a Sharm El-Sheikh il 10 ottobre. Il Ministero della Sanità di Gaza ha riferito che il bilancio delle morti dell'offensiva israeliana da ottobre 2023 ammonta a 69.756, con 170.946 feriti. Nelle ultime 24 ore, 23 palestinesi sono stati uccisi – tra cui 21 in nuovi raid e due recuperati dalle macerie – e 83 feriti.
Dall'11 ottobre, le violazioni del cessate il fuoco hanno causato 339 morti palestinesi e 871 feriti. I media palestinesi hanno descritto intensi bombardamenti israeliani a est di Khan Younis, ampie demolizioni nell'est della città di Gaza e un attacco navale al largo di Rafah che ha ucciso un bambino e ferito altri. L'ufficio media del governo di Gaza ha ritenuto Israele pienamente responsabile dell'aggravamento della crisi umanitaria, accusandolo di bloccare macchinari pesanti necessari per recuperare i corpi dalle rovine.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto che Hamas non ha smesso di violare la tregua, giustificando le azioni militari inclusi raid in Libano contro Hezbollah. L'esercito israeliano ha annunciato l'uccisione di Ala Al-Haddadi, un alto funzionario logistico di Hamas nell'unità di produzione armi, in un'operazione congiunta con Shin Bet. Il capo di stato maggiore Herzi Halevi ha convocato alti ufficiali coinvolti nell'attacco del 7 ottobre per possibili misure disciplinari.
A livello internazionale, il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito della situazione estremamente difficile a Gaza, esortando tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco. Il Canada ha ribadito il sostegno a un piano di pace globale, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha sottolineato la necessità di uno Stato palestinese libero entro i confini del 1967, con Ankara che considera contributi a una forza di stabilizzazione a Gaza nonostante l'opposizione di Israele. Gli sforzi diplomatici per mantenere la tregua appaiono sempre più fragili in mezzo a scontri in corso a est del campo profughi di Bureij e a sud-est di Khan Younis.