Mexico and US officials Marcelo Ebrard and Jamieson Greer shaking hands at T-MEC review talks in Washington, with optimistic private sector observers and trade documents.
Mexico and US officials Marcelo Ebrard and Jamieson Greer shaking hands at T-MEC review talks in Washington, with optimistic private sector observers and trade documents.
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Messico-Stati Uniti: iniziano il 16 marzo i colloqui bilaterali sulla revisione del T-MEC tra ottimismo del settore privato e sviluppi regionali

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Messico e Stati Uniti lanceranno il 16 marzo a Washington la prima tornata formale bilaterale di colloqui per rivedere l’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (T-MEC), ha annunciato il 5 marzo il segretario all’Economia Marcelo Ebrard a seguito dell’accordo con la rappresentante commerciale degli Usa Jamieson Greer. Le discussioni copriranno regole di origine, integrazione industriale, sicurezza della catena di approvvigionamento e competitività regionale, mentre il settore privato messicano esprime ottimismo.

Il T-MEC, in vigore dal 1º luglio 2020, richiede una revisione a partire da luglio 2026 ai sensi del capitolo 34 dopo sei anni. Ciò consente una durata di 16 anni con possibili proroghe di 16 anni se confermate per iscritto; altrimenti, potrebbero seguire revisioni annuali, rischiando incertezza per gli investitori. Ebrard ha annunciato i colloqui bilaterali il 5 marzo tramite social media e dichiarazioni alla stampa, stabilendo un canale formale in anticipo sulla revisione del 2026. «Abbiamo raggiunto un accordo con l’ambasciatore Jamieson Greer per avviare a partire dal 16 marzo una prima tornata bilaterale di conversazioni formalmente stabilite», ha dichiarato. Gli argomenti chiave includono regole di origine, potenziamento della produzione regionale, integrazione industriale nordamericana per la competitività rispetto ad altre regioni, e sicurezza della catena di approvvigionamento per dare priorità alle parti del T-MEC. La Commissione sul libero scambio del T-MEC, composta da Ebrard, Greer e dal ministro canadese del Commercio Dominic LeBlanc, supervisionerà il processo. Il Messico mira a mantenere i vantaggi tariffari e a prevenire regole di origine più rigorose che potrebbero erodere il suo accesso preferenziale. Il settore privato messicano è ottimista. José Medina Mora Icaza, presidente del Consejo Coordinador Empresarial (CCE), ha notato «venti favorevoli per il Messico», evidenziando il dialogo sulle regole di origine e le catene di approvvigionamento. Il CCE prevede di sostenere il governo e di coordinarsi con gruppi statunitensi come il Business Roundtable e la Camera di Commercio degli Stati Uniti. In correlazione, Canada e Stati Uniti hanno ripreso venerdì scorso a Washington i colloqui commerciali dopo una sospensione di quattro mesi nell’ottobre 2025 a causa delle tariffe imposte dal presidente Donald Trump sull’acciaio e l’alluminio canadese (inizialmente al 25%, poi al 50%). Descritti come «costruttivi e sostanziali» dal Canada, questi colloqui hanno coinvolto il ministro Dominic LeBlanc e Greer, potenzialmente influenzando la revisione del T-MEC. Gli scambi tra Messico e Stati Uniti sottolineano l’interdipendenza: lo scambio bilaterale del 2025 ha raggiunto i 872 miliardi di dollari (esportazioni messicane per 534,874 miliardi di dollari, importazioni statunitensi in Messico per 337,960 miliardi di dollari), rendendo il Messico il principale partner degli Usa. Il Messico invia circa l’80% delle sue esportazioni negli Usa, vitale per il settore automobilistico e manifatturiero. A gennaio 2026, il commercio statunitense con il Messico ha superato quello con il Canada del 5,3% e con la Cina del 115%, secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

Cosa dice la gente

Le reazioni su X ai colloqui bilaterali Messico-Stati Uniti sulla revisione del T-MEC in programma per il 16 marzo sono prevalentemente annunci neutrali da parte di funzionari e media, con ottimismo dal settore privato messicano (84% positivo secondo le consultazioni) ed Ebrard che evidenzia una forte posizione negoziale. Voci scettiche notano tensioni sottostanti dovute a tariffe Usa, questioni legate al narcotraffico e timori che il Canada venga emarginato, sebbene i post ad alto coinvolgimento mescolino speranze per la competitività regionale con cautela sui rischi futuri.

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