Dramatic crime scene illustration depicting the aftermath of Uruapan mayor Carlos Manzo's assassination, with shooter's body, detained escorts, and cartel links.
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Nuovi dettagli sull’assassinio di Carlos Manzo

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Il presunto sicario nell’assassinio del sindaco di Uruapan, Carlos Manzo, è stato ucciso con la sua stessa arma durante l’attacco dell’1 novembre. Sette delle sue scorte sono state fermate per omicidio qualificato per omissione, con uno ancora latitante. Le indagini collegano il crimine al Cartello Jalisco Nuova Generazione.

Carlos Manzo, sindaco di Uruapan in Michoacán, è stato assassinato l’1 novembre 2025, durante un evento pubblico per il Giorno dei Morti nella piazza principale. L’attacco è avvenuto al festival dell’Accensione delle Candele, dove Víctor Manuel ‘N’, il presunto sicario, ha prima sparato a un civile che cercava una foto con Manzo e poi sei volte al sindaco, con intervalli di 1,5 secondi, usando una pistola nera Pietro Beretta 9mm con numero di serie limato. L’esperta balistica ha confermato che solo quest’arma è stata sparata quella notte.

Víctor Manuel ‘N’ ha lasciato cadere l’arma quando è stato circondato dalla polizia ma ha resistito. Demetrio ‘N’, la scorta fidata di Manzo, gli ha sparato al petto con la stessa pistola durante la colluttazione, a una distanza inferiore a un metro e mezzo, contraddicendo la dichiarazione iniziale di Demetrio. Non è stato consentito alcun soccorso pre-ospedaliero al sicario, morto sul posto.

Il 21 novembre, intorno alle 12:30, la Procura Generale di Giustizia dello Stato di Michoacán ha fermato sette scorte alla Casa della Cultura di Uruapan. Sono accusati di omicidio qualificato per omissione per non aver agito per proteggere Manzo nonostante il loro dovere legale e la vicinanza di pochi metri. Gli identificati sono Omar M. (47 anni), Alejandro F. (21), Mario Alberto S. (45), Guillermo T. (43), Demetrio D. (44), Osmar Oswaldo G. (56) e Monserrat H. (23). Sono stati trasferiti al Centro Penitenziario ‘Lic. David Franco Rodríguez’ e presentati a un giudice. Un altro è fuggito durante l’arresto, secondo il governatore Alfredo Ramírez Bedolla: «Ieri ne sono stati fermati sette. Uno non è stato fermato, cioè è latitante.»

Il presunto mandante intellettuale, Jorge Antonio ‘N’, alias ‘El Licenciado’, è stato arrestato il 19 novembre e inviato nel carcere di El Altiplano. È legato al Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG). Messaggi in un’app di messaggistica rivelano che ha ordinato l’omicidio, premendo sui sicari: «dovevano uccidere Carlos Manzo a tutti i costi», secondo Omar García Harfuch. Altri autori materiali, Fernando Josué ‘N’ e Ramiro ‘N’, sono stati trovati morti il 10 novembre. Il secondo anello di sicurezza, di Sedena e Guardia Nazionale, non ha rilevato il sospetto, sebbene il generale Ricardo Trevilla Trejo abbia negato fallimenti protocollari.

L’indagine, condotta dal procuratore Carlos Torres Piña con supporto federale, evidenzia l’efficienza nelle perizie scientifiche e nella collaborazione statale.

Cosa dice la gente

Le discussioni su X evidenziano nuovi dettagli sull’assassinio di Carlos Manzo: il sicario è stato eseguito con la sua stessa arma dal direttore della polizia di Uruapan dopo essere stato disarmato; sette scorte fermate per omicidio per omissione, uno latitante; CJNG ha ordinato il colpo per 2 milioni di pesos con tradimento interno. Le reazioni mostrano shock per i fallimenti della sicurezza, indignazione per l’infiltrazione del cartello, elogi per l’eredità anticrimine di Manzo e scetticismo che alega legami politici.

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