Il senatore Gerardo Fernández Noroña ha trasferito 64.000 pesos a un'associazione che sostiene Cuba, rispondendo a un appello dell'ex presidente Andrés Manuel López Obrador. Tuttavia, la piattaforma della banca centrale messicana indica il pagamento come 'restituito'. Noroña ha pubblicato la ricevuta sui social media con il messaggio 'La mia solidarietà a Cuba'.
Il 24 marzo, il senatore messicano Gerardo Fernández Noroña ha effettuato un bonifico di 64.000 pesos alle 13:26 a favore dell'Asociación Civil Humanidad con América Latina. Questo gruppo di cittadini, sostenuto da figure come Laura Esquivel, Elena Poniatowska ed Enrique Dussel Peters, mira ad acquistare medicinali, petrolio e cibo per Cuba, colpita da una crisi energetica con blackout diffusi dovuti al blocco statunitense e alle difficoltà di approvvigionamento di carburante, inclusa la deviazione di una petroliera russa a causa delle nuove sanzioni USA. Il trasferimento ha fatto seguito all'appello del 15 marzo dell'ex presidente Andrés Manuel López Obrador a donare fondi per sostenere il governo di Miguel Díaz-Canel tramite un conto bancario designato. Noroña ha condiviso uno screenshot della ricevuta sui social media, accompagnato dalla didascalia “La mia solidarietà a Cuba”. Una verifica sulla piattaforma del Banco de México (Banxico) ha mostrato il pagamento come “RESTITUITO”, specificando: “Con le informazioni fornite, è stato identificato il seguente pagamento, che risulta in stato di RESTITUITO, pertanto non sarà disponibile alcuna ricevuta di bonifico”. Il post ha suscitato reazioni contrastanti, tra il sostegno a Cuba e le critiche per gli stipendi finanziati dai contribuenti. Nel frattempo, l'amministrazione della presidente Claudia Sheinbaum sta inviando aiuti umanitari, esplorando forniture di carburante esenti da sanzioni e sollecitando l'intervento dell'ONU. Il viceministro degli Esteri cubano Carlos Fernández de Cossío ha dichiarato che le forze armate si stanno preparando a una possibile aggressione statunitense dopo i commenti di Donald Trump, ribadendo che l'isola non rappresenta alcuna minaccia.