Peronismo cerca colpevoli dopo sconfitta elettorale

A seguito della sconfitta alle elezioni di midterm del 2025, il peronismo affronta una crisi interna intensificata dalle critiche di Cristina Kirchner a Axel Kicillof. L’ex presidente ha ritenuto il governatore di Buenos Aires responsabile del scarso risultato elettorale, mentre Kicillof incontra i sindaci per riorganizzarsi. Gli analisti notano che il PJ ha vinto nei tradizionali feudi ma ha perso dove doveva competere.

Le elezioni legislative di midterm del 31 ottobre 2025 hanno lasciato il Partido Justicialista (PJ), o peronismo, in una posizione indebolita. I resoconti indicano che il PJ "ha vinto dove vince sempre e ha perso dove doveva lottare", riflettendo una stanchezza accumulata. Non c’è un singolo responsabile all’interno del PJ per il colpo elettorale, poiché "gli argentini si sono stancati delle solite facce".

Cristina Kirchner, figura chiave del peronismo, ha criticato duramente Axel Kicillof dopo la sconfitta. Nella sua valutazione, ha ritenuto il governatore di Buenos Aires responsabile del fallimento, affermando che "l’Argentina è in periodo di prova". Questo "conto" di Kirchner amplia la crisi interna del movimento, che non è riuscito a nazionalizzare la sua campagna e l’ha relegata in secondo piano, commettendo errori che hanno provincializzato i suoi progetti politici.

In risposta, Kicillof ha incontrato i sindaci peronisti a La Plata, ma non nella sede della Gubernatura. Prima dell’incontro formale, c’è stato un pranzo informale. Una richiesta chiave dei leader municipali è stata di "tagliare i legami con il nucleo K duro", riferendosi al settore vicino a Kirchner. Questo vertice mira a riorganizzare le forze in mezzo alle tensioni.

Gli analisti peronisti, come un leader del Movimiento Evita, chiedono cambiamenti profondi: un programma chiaro per affrontare le questioni sociali, inclusione dei movimenti sociali e dei sindacati, e superamento delle faide interne. Con due anni fino al 2027, il peronismo deve progredire in idee e metodi per riconnettersi con gli elettori precarizzati, che rappresentano quasi il 40% dei lavoratori informali.

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