La polizia nazionale spagnola sta esaminando il telefono cellulare di Sandra Peña, una minore che si è suicidata dopo aver denunciato bullismo scolastico, per trovare prove delle molestie subite. La Procura di Siviglia ha avviato indagini contro i presunti bulli e la scuola per omessa azione. La famiglia condanna le crescenti tensioni nel centro educativo.
Sandra Peña, descritta dalla famiglia come una 'brava ragazza' e appassionata di calcio che sognava di diventare soldato, si è suicidata martedì scorso a Siviglia dopo aver subito bullismo scolastico almeno dalla primavera precedente. Secondo i resoconti della famiglia, tre compagni di classe della scuola Irlandesas de Loreto l'hanno sottoposta a insulti e umiliazioni, ignorate dall'amministrazione nonostante due avvisi da parte di sua madre: uno alla fine del secondo trimestre dell'anno scolastico scorso e un altro a settembre.
Il Gruppo Minori della Polizia Nazionale (Grume) ha sbloccato il telefono di Sandra e sta analizzando i suoi messaggi e profili sui social media per dimostrare il bullismo. Questa relazione identificherà i presunti bulli, tutti over 14 anni e quindi potenzialmente imputabili penalmente, e costituirà la base per il fascicolo di riforma giovanile aperto dalla Procura di Siviglia domenica.
Nel frattempo, la Procura sta indagando sulla scuola per non aver attivato il protocollo anti-bullismo o quello di prevenzione del suicidio, nonostante un precedente tentativo di suicidio di Sandra. Ispettori del Dipartimento per lo Sviluppo Educativo hanno confermato questa inerzia la settimana scorsa, aprendo un fascicolo amministrativo che potrebbe portare alla revoca dell'accordo educativo della scuola e del finanziamento pubblico, poiché appartiene alla Fondazione Mary Ward.
Le tensioni stanno aumentando: post sui social media mirano direttamente ai minori con dati personali e foto nonostante la loro età; graffiti minacciosi sono stati rimossi, ci sono scontri e oggetti lanciati nei terreni scolastici, con presenza di polizia per prevenire incidenti. Genitori anonimi temono ritorsioni contro i loro figli. Isaac Villar, zio di Sandra e portavoce della famiglia, ha detto a EL MUNDO: 'Non vogliamo che nessuno passi attraverso questo.' La famiglia annuncia azioni legali, forse una denuncia penale martedì.