I rappresentanti di PP e Vox in Estremadura hanno difeso lunedì la riservatezza delle loro trattative per raggiungere un accordo entro il 4 maggio, evitando così nuove elezioni. Il deputato di Vox, Juan José García, ha sottolineato che i negoziati procedono “punto per punto”. Il PSOE, nel frattempo, ha criticato i sei mesi di paralisi sotto la guida del governo ad interim di María Guardiola.
I rappresentanti di PP e Vox in Estremadura hanno sottolineato lunedì la natura meticolosa dei colloqui per il loro accordo programmatico, a meno di un mese dalla scadenza del 4 maggio. Questa data rappresenta il limite ultimo per investire María Guardiola come presidente, pena la convocazione di nuove elezioni.
Il deputato di Vox Juan José García ha evidenziato la volontà di trovare un accordo: “Vox continua a lavorare fianco a fianco con il PP; ci sono incontri, c'è un flusso di informazioni e c'è la volontà di trovare un'intesa”. Ha incolpato Guardiola per l'attuale stallo, per non aver approvato i bilanci del 2025 e del 2026 e per aver indetto elezioni anticipate il 27 ottobre, costringendo a negoziazioni 'punto per punto, misura per misura e bilancio per bilancio'.
Il portavoce del PP José Ángel Sánchez Juliá ha confermato: “la trattativa viene condotta in modo molto dettagliato, in maniera molto meticolosa e speriamo di raggiungere un accordo il prima possibile”. Entrambe le parti hanno posto l'accento sulla discrezione dei contatti.
Piedad Álvarez del PSOE ha rimproverato al governo ad interim di essere rimasto 'quasi sei mesi in vacanza', caratterizzati solo da frecciate tra Alberto Núñez Feijóo e Santiago Abascal. Ha chiesto a Guardiola di convocare la sessione di investitura, indire le elezioni o farsi da parte, accusandola di privilegiare gli interessi di parte.