Manifestanti irrompono nella zona blu alla COP30 a Belém

Nella notte dell'11 novembre 2025, un gruppo di indigeni e attivisti ha fatto irruzione nella zona blu alla COP30 a Belém, dopo essersi separato da una marcia pacifica per la salute e il clima. Sono stati fermati dalla sicurezza ONU, portando a uno scontro e un guardia di sicurezza ferito. Gli organizzatori della marcia hanno negato il coinvolgimento nell'incidente.

La COP30, la conferenza ONU sul cambiamento climatico a Belém, ha affrontato tensioni nel suo secondo giorno con un tentativo di irruzione nella zona blu, un'area ristretta per le autorità. L'incidente ha seguito la marcia globale per la salute e il clima, che ha riunito circa 3.000 persone partendo da Avenida Duque de Caxias e coprendo 1,5 km fino al Parque da Cidade, il luogo dell'evento. Un gruppo indipendente, inclusi indigeni del basso Tapajós e giovani del collettivo Juntos, si è separato dalla mobilitazione principale e ha corso per sfondare le barriere della polizia, gridando contro l'esplorazione petrolifera alla foce dell'Amazzonia e chiedendo di tassare i miliardari.

I video mostrano i manifestanti che rompono porte nell'area di accreditamento e metal detector, raggiungendo circa 20 metri dai padiglioni. Le guardie di sicurezza UNDSS sono intervenute, formando catene umane ed espellendo il gruppo dopo spinte e spintoni, usando pali di bandiere come manganelli. Almeno una guardia di sicurezza è rimasta ferita, sanguinante e portata via in sedia a rotelle. La zona blu è stata evacuata, e la polizia ha usato tavoli di legno come barricate agli ingressi.

«Il governo mente dicendo che l'Amazzonia sta bene, che gli indigeni stanno bene. Se fossimo sani, non saremmo qui a pretendere», ha detto il pajé Nato Tupinambá durante il trambusto. Gli organizzatori della marcia hanno emesso una dichiarazione affermando che il gruppo ha agito in modo indipendente e che l'evento principale è stato pacifico, previamente notificato alle autorità. Il segretario straordinario della COP30, Valter Correia, ha dichiarato che l'ONU segue i suoi protocolli di sicurezza. L'UNFCCC non ha commentato finora. La sicurezza nella zona blu è gestita dall'ONU, con rinforzi da agenti statali e forze armate brasiliane nei dintorni, sotto garanzia di legge e ordine (GLO).

Cosa dice la gente

Le discussioni su X evidenziano l'irruzione nella zona blu della COP30 da parte di manifestanti indigeni e attivisti a Belém, concentrandosi su richieste di tassazione dei miliardari, protezione dell'Amazzonia e critiche alle politiche governative. I sentimenti variano: i media forniscono rapporti neutrali e fattuali sullo scontro e la guardia di sicurezza ferita; i sostenitori lo vedono come una spinta per la giustizia climatica; i critici lo etichettano come caos radicale di sinistra e vandalismo; alcuni esprimono scetticismo sull involvemento degli organizzatori e legami con il PSOL.

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