Motivi del ritardo nella conta dei voti presidenziali in Honduras

Tre giorni dopo le elezioni presidenziali in Honduras, la conta dei voti è al 79% con un pareggio tecnico tra i candidati. Salvador Nasralla è in testa con il 40,3% contro il 39,6% di Nasry Asfura. Problemi tecnici, sfide logistiche e dubbi sull’imparzialità dell’ente elettorale spiegano i ritardi.

Le elezioni generali in Honduras, tenutesi domenica 30 novembre, hanno suscitato incertezza sul ritardo nell’annuncio dei risultati presidenziali. Con oltre 19.000 actas elettorali da esaminare, il processo ha raggiunto il 79% mercoledì 3 dicembre, mostrando un leggero vantaggio di Salvador Nasralla del Partito Liberale, sostenuto da settori di destra, su Nasry Asfura del Partito Nazionale, sostenuto dal presidente USA Donald Trump.

Un ostacolo chiave sono stati i guasti tecnici nel sistema gestito dalla società colombiana ASD, assunta dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) per trasmettere dati e pubblicare risultati. Lunedì 1º dicembre, problemi hanno costretto alla sospensione della conta preliminare nelle prime ore, ripresa a mezzogiorno martedì 2 dicembre, dopo le richieste di Trump e minacce di «gravi conseguenze» se il risultato iniziale favorevole al suo candidato fosse stato modificato. ASD ha attribuito la colpa al «elevato volume» di registri, con circa 6,5 milioni di elettori eleggibili. Quel mercoledì, la piattaforma è entrata in «manutenzione» non programmata, provocando reclami del CNE. È allora iniziata una verifica speciale per le actas con incongruenze, poiché una differenza di un solo voto può dichiarare un vincitore in Honduras.

Problemi logistici complicano la situazione a causa dell’assenza di voto automatizzato. Il CNE impiega fino a dieci giorni per distribuire e recuperare materiali da Tegucigalpa ai 18 dipartimenti, in particolare in aree remote come la Mosquitia, raggiungibili solo via aria, mare, mulo o canoa. L’ex presidente del CNE Augusto Aguilar ha detto all’AFP che le conte lente sono «normali», ma l’interruzione della divulgazione digitale dei risultati peggiora le cose data la stretta differenza, giustificando revisioni dettagliate delle actas detenute dai partiti.

Doubts persistono anche sull’imparzialità del CNE, composto da cinque funzionari nominati dai principali partiti. Una disputa interna ha ritardato il calendario elettorale in mezzo ad accuse di frode: un consigliere di tendenza sinistra ha accusato un collega di opposizione di cospirare per favorire la destra, sostenendo che audio di supporto fossero generati da IA.

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