La polizia civile di Rio de Janeiro ha condotto un'operazione nei complessi di Penha e Alemão, sequestrando 120 armi tra cui 93 fucili e stimando una perdita di R$ 12,8 milioni per il Comando Vermelho. L'arsenale, di origine internazionale, rivela rotte di contrabbando e l'espansione nazionale della fazione. I sospetti hanno usato droni per resistere all'azione della polizia.
L'operazione, condotta martedì (28) nei complessi di Penha e Alemão nella zona nord di Rio de Janeiro, è stata preparata per oltre un anno con 60 giorni di pianificazione specifica, mirata ai leader del Comando Vermelho (CV). Durante l'azione, durata circa 12 ore, la polizia civile ha sequestrato 120 armi, tra cui 93 fucili di grosso calibro valutati R$ 5,3 milioni, oltre a esplosivi, munizioni, droga e attrezzature militari. La perdita totale per il CV è stata stimata in R$ 12,8 milioni dal coordinatore per la supervisione di armi ed esplosivi.
Il tracciamento iniziale ha identificato fucili delle piattaforme G3 (tedesca), FAL (belga), AK-47 (russa) e AR (americana), originari di almeno sette paesi, tra cui Brasile, Venezuela, Argentina, Perù, Belgio, Russia e Germania. Alcuni sono stati deviati dalle forze armate di quei paesi, e molti sono copie false o assemblati con parti contrabbandate via Paraguay e Amazzonia. «È notevole che oltre il 90% dei fucili della piattaforma AR siano copie false: riproduzioni che sparano e possono uccidere, ma non hanno lo standard di produzione degli originali», ha detto il delegato Vinícius Domingos.
Le iscrizioni sulle armi fanno riferimento alla Tropa do Lampião, un gruppo del nord-est legato al CV, dimostrando l'espansione nazionale della fazione. Delle 117 persone uccise nello scontro (fonte Folha indica 117 uomini, mentre un'altra menzione suggerisce 121), 54 provenivano da altri stati come Pará, Amazonas, Bahia e Ceará. I sospetti hanno usato droni per lanciare bombe contro le squadre della polizia.
Il segretario Felipe Curi ha sottolineato: «Ci troviamo di fronte a un arsenale tipico di uno scenario di guerra. Queste armi sono usate nelle guerre contemporanee più violente al mondo, come in Siria e Yemen. Identificare le rotte e i responsabili del trasporto di queste armi a Rio è il prossimo passo per indebolire il potere militare delle organizzazioni criminali». Il governatore Cláudio Castro ha dichiarato che lo stato sta agendo con rigore contro il narcotraffico. Le armi sono sottoposte a esame forense, con dati da condividere con l'esercito.