La serie « Un cavaliere dei Sette Regni », basata sui racconti brevi di George R.R. Martin, si addentra nelle avventure di un cavaliere errante e del suo scudiero in un Westeros precedente a « Game of Thrones ». Ambientata un secolo prima sotto il dominio dei Targaryen senza draghi, l’adattamento evidenzia dilemmi morali e lealtà in un contesto più umano. Andrà in premiere su HBO Max il 19 gennaio.
Il mondo di Westeros si amplia con la serie « Un cavaliere dei Sette Regni », che adatta tre racconti di George R.R. Martin incentrati su Dunk, un cavaliere senza stirpe, ed Egg, il suo scudiero che nasconde la sua vera identità. Ambientata circa un secolo prima di « Game of Thrones », la storia si svolge in un regno governato dai Targaryen, dove l’ombra dei draghi aleggia nonostante la loro assenza.
Nel primo racconto, « Il cavaliere errante », Dunk assume il titolo dopo la morte del suo maestro e si dirige al torneo della Prateria di Ashford. Qui difende un burattinaio da un nobile, portando a un giudizio per combattimento in cui muore il principe Baelor Targaryen. Dunk rifiuta la corte e prosegue con Egg in cerca di giustizia pura.
« La spada giurata » colloca la coppia come spade giurate al servizio di ser Eustace Osgrey in una zona rurale colpita dalla siccità. Una disputa su una diga con la Vedova Rossa, lady Rohanne Webber, si conclude con un combattimento dei campioni che promuove la riconciliazione e sottolinea la lealtà come preservazione della vita.
Infine, « Il cavaliere misterioso » porta Dunk ed Egg a un torneo che cela una cospirazione Blackfyre contro il trono. Brynden Rivers, la Mano del Re, sopprime il tradimento, evidenziando la fragilità della pace a Westeros.
Queste storie dipingono un ritratto morale della cavalleria erosa dalla politica e dai conflitti quotidiani, ma sostenuta da atti individuali. La serie ricattura la scala intima delle prime opere di Martin, spiegando le future fratture del Trono di Spade.