Il leader del PCF Fabien Roussel ha respinto domenica su LCI l'appello de La France insoumise per una candidatura congiunta alle presidenziali del 2027. Ha definito Jean-Luc Mélenchon il «peggior candidato per il secondo turno» e ha citato una frattura dovuta alle elezioni comunali. Roussel preferisce discutere di misure concrete nell'attuale contesto di shock petrolifero.

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Nel dipartimento della Somme, un tempo disseminato di roccaforti comuniste, i sindaci affiliati al PCF sono ormai rari in mezzo al declino economico e all'ascesa del Rassemblement national. A Woincourt, il sindaco Arnaud Petit deplora l'affissione notturna di un manifesto RN, segno della crescente pressione sulle roccaforti di sinistra. Militanti invecchiati e mancanza di successori rendono precaria la sopravvivenza politica in vista delle elezioni del 2026.

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