Un articolo su Granma denuncia la morte di centinaia di bambini in attacchi in Iran, Libano e Gaza, collegando questi eventi a vulnerabilità globali. Riporta cifre specifiche di vittime bambine dall'ottobre 2023. L'articolo sottolinea l'interconnessione di queste violenze con la situazione dei bambini altrove, inclusa Cuba.
Il quotidiano cubano Granma pubblica un articolo che evidenzia le morti di bambini nei recenti conflitti del Medio Oriente. Secondo l'articolo, in meno di due settimane, 180 bambini sono stati uccisi in Iran da attacchi attribuiti a Israele e Stati Uniti, di cui 168 bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni. nnIn Libano, dal 2 marzo, 83 bambini sono confermati morti, che si aggiungono a 329 uccisi in quel paese dalle azioni israeliane negli ultimi 28 mesi. nnNella Striscia di Gaza, organizzazioni internazionali verificano che più di 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati dall'ottobre 2023 dall'entità sionista, interventista e coloniale. Inoltre, più di 56.000 hanno perso uno o entrambi i genitori. nnL'articolo sostiene che questi eventi si svolgono sotto gli occhi del mondo, catturati da telecamere televisive e smartphone, senza una significativa risposta internazionale. Da un punto di vista cubano, queste violenze si interconnettono con le realtà locali, affermando che i bambini cubani non sono più al sicuro di quelli iraniani, libanesi o palestinesi, sotto le stesse minacce di aerei e apparati di intelligence. nnLe popolazioni in aree strategiche sono descritte come 'di troppo', incluse quelle su elementi terre rare, fiumi vitali o zone geopolitiche ed economiche chiave, accanto a gruppi con etnie miste e traumi storici. Il testo conclude esortando all'azione sulla sensibilità e il disgusto per le morti di bambini, notando che 'sono già arrivati' e 'lo sappiamo già'.