Il fallimento del secondo aeroporto di La Réunion alimenta controversie per le elezioni municipali del 2026

Una relazione critica della camera regionale dei conti evidenzia il fallimento di governance del secondo aeroporto di La Réunion a Saint-Pierre. Gli eletti di sinistra accusano i leader locali di destra per le incongruenze, poiché il sindacato misto gestore è in recupero giudiziario da febbraio. Questa questione riaffiora in vista delle elezioni municipali del 2026.

La camera regionale dei conti di La Réunion-Mayotte ha pubblicato una relazione altamente critica sul Syndicat mixte de Pierrefonds (SMP), responsabile della gestione del secondo aeroporto dell'isola, situato a sud a Saint-Pierre. Posto in recupero giudiziario a febbraio, il SMP affronta una situazione drammatica: zero voli commerciali programmati per il 2025, nonostante circa cinquanta dipendenti, e debiti accumulati di 6,3 milioni di euro. L'aeroporto non è riuscito ad attrarre compagnie aeree, nonostante aiuti pubblici sostanziali.

Il documento, rivelato dal media satirico Le Tangue e esaminato da Le Monde, identifica gli eletti del SMP come i principali responsabili di questo disastro. Sebbene la crisi sanitaria del Covid-19 abbia avviato difficoltà per molti piccoli aeroporti, la relazione evidenzia rivalità di potere sottostanti tra baroni politici locali. Queste sono aggravate da un conflitto in corso tra le due intercomunalità meridionali, Casud e Civis, i principali membri del sindacato misto.

La camera dei conti critica anche lo Stato francese e il consiglio regionale di La Réunion per un atteggiamento troppo passivo. Secondo i magistrati finanziari, queste autorità non hanno applicato «una supervisione più rigorosa» per impedire che la crisi peggiorasse.

In occasione di questa relazione, che non è ancora stata pubblicata ufficialmente, gli eletti di sinistra dell'isola accusano i leader locali di destra di incongruenze nella gestione della piattaforma aeroportuale. Questa controversia emerge in un contesto elettorale teso in vista delle elezioni municipali del 2026, dove le questioni di governance locale potrebbero avere un peso significativo.

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