La Camera di Commercio Americana in Egitto (AmCham) ha concluso la sua 43ª missione "Doorknock" a Washington dopo una settimana di incontri ad alto livello, tenendo 43 colloqui con funzionari e istituzioni statunitensi. La missione ha evidenziato le opportunità di investimento in Egitto in un contesto di instabilità regionale, con segnali positivi su finanziamenti rapidi e a basso costo. Sono state inoltre affrontate questioni politiche sensibili come la Grande Diga della Rinascita Etiope.
La Camera di Commercio Americana in Egitto (AmCham) ha concluso la sua 43ª missione "Doorknock" a Washington, caratterizzata da 43 incontri: sei con funzionari del governo statunitense, sei con importanti think tank, 20 con membri del Congresso, due con istituzioni internazionali e nove altri eventi tra briefing e ricevimenti.
Il capo della delegazione, Omar Mehanna, ha dichiarato che "la crisi crea opportunità", vedendo nella guerra regionale un fattore trainante per reindirizzare gli investimenti verso l'Egitto come alternativa ai mercati del Golfo sotto pressione, a condizione che vengano attuate riforme più rapide. Gli incontri con il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti hanno portato a indicazioni su finanziamenti rapidi e a basso costo, sostenuti dalla fiducia nelle riforme egiziane supportate dal FMI.
La US International Development Finance Corporation (DFC) ha segnalato la propria disponibilità a fornire finanziamenti competitivi al settore privato egiziano, spaziando dalla tecnologia ai data center e ai settori ad alta specializzazione. Il FMI e la Banca Mondiale hanno elogiato i progressi fiscali dell'Egitto, tra cui un avanzo primario previsto di circa il 5%, sollecitando al contempo un'accelerazione delle privatizzazioni.
La missione ha affrontato il tema della Grande Diga della Rinascita Etiope, con i funzionari statunitensi che ne hanno riconosciuto l'importanza strategica per l'Egitto. L'AmCham ha lanciato a Washington un programma per i giovani, guidato da uno studente egiziano, per collegare 45.000 studenti egiziani negli Stati Uniti con opportunità in patria, come sottolineato dal presidente Tarek Tawfik.