L'Eliseo risponde alla polemica sulla proposta di etichettatura dei media

L'Eliseo ha pubblicato un video sui social media lunedì sera per contrastare le critiche alla proposta di etichettatura dei media di Emmanuel Macron. L'iniziativa mira a garantire l'affidabilità dei siti di notizie e delle reti sociali contro la disinformazione. La risposta prende di mira gli attacchi di Pascal Praud e Philippe de Villiers, alimentando la controversia.

La proposta di etichettatura dei media di Emmanuel Macron, avanzata per la prima volta nel 2018, è stata ripresa agli États généraux de l’information dell'anno scorso. Il presidente ne ha parlato il 19 novembre davanti ai lettori de La Voix du Nord ad Arras, e ancora lo scorso venerdì durante un incontro con i lettori del gruppo Ebra nei Vosgi. Auspica un'etichetta professionale gestita da enti come Arcom e Reporters sans frontières per distinguere i media affidabili da quelli che traggono profitto dalla pubblicità personalizzata, senza coinvolgimento diretto dello Stato.

«Non è lo Stato che deve verificare. Se è lo Stato a verificare, diventa una dittatura. Ma i giornalisti devono garantire ai lettori che hanno verificato le informazioni con una deontologia che mantengono tra loro», ha dichiarato Macron.

La controversia è esplosa lunedì con l'editoriale di Pascal Praud su CNews, che definisce l'idea una «tentazione autoritaria» di un presidente che vuole imporre una «narrazione unica», suggerendo ironicamente il nome «Pravda». Philippe de Villiers ha avvertito di una «minaccia totalitaria» simile alla «peste bruna e peste rossa». Le Journal du dimanche ha titolato: «Verso il controllo dell'informazione». Figure come Jordan Bardella, Bruno Retailleau e David Lisnard l'hanno paragonata al «Ministero della Verità» di Orwell.

In risposta, l'Eliseo ha diffuso un video che etichetta queste critiche come «informazione falsa», abbinato a un messaggio: «Quando parlare di lotta alla disinformazione genera disinformazione...». Bardella ha ribattuto: «L'account ufficiale dell'Eliseo che attacca un media privato dice molto sulla deriva della presidenza macronista». Retailleau ha ironizzato: «Rassicuratemi: questo tweet dell'Eliseo è stato etichettato?». Éric Ciotti condanna una «deriva illiberale», e Lisnard critica la comunicazione «stigmatizzante e populista».

Questa posizione aggressiva dell'Eliseo, insolita ma non inédita, ha suscitato vasta disapprovazione dagli oppositori, evidenziando le tensioni tra governo e alcuni media come quelli del gruppo Bolloré.

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