La FDA, l'agenzia regolatoria statunitense, ha rimosso l'avvertimento più grave dalle etichette della terapia ormonale per la menopausa. Questo cambiamento rivede gli avvisi del 2003 sui rischi cardiovascolari e di cancro. In Brasile, la mossa sottolinea la necessità di più informazioni e formazione medica sull'argomento.
La settimana è stata piena di appelli a 'salvare il pianeta', ma è iniziata con una rara buona notizia per la salute delle donne: la FDA ha rimosso la 'black box' — l'avvertimento più grave dell'agenzia — dalle etichette della terapia ormonale per la menopausa.
Vale la pena ricordare il contesto. Nel 2003, un grande studio, condotto senza criteri adeguati, ha portato ad avvisi su rischi aumentati di infarti, ictus, trombosi e cancro al seno legati agli ormoni. Ora, l'asse si sposta: se iniziata fino a dieci anni dopo la menopausa, la terapia può portare benefici a lungo termine, con controindicazioni ben definite e senza promesse di miracoli. Si tratta di una revisione importante dell'etichetta e dell'approccio.
Con oltre 15 anni come giornalista di salute, la columnist di Folha Mariliz Pereira Jorge ha visto la menopausa trattata come una nota a piè di pagina. Questa decisione americana getta luce sul Brasile, dove la terapia di sostituzione ormonale affronta due questioni chiave: mancanza di informazioni e formazione specifica per i medici. Le donne spesso vanno da un ufficio all'altro fino a trovare un professionista qualificato per valutazioni complete che vanno oltre la storia personale e familiare, coprendo sonno, umore, ossa, cuore, pelle, vagina, lavoro e vita.
Non tutto è per tutti. La buona notizia è che il dibattito sta andando oltre il 'tutto o niente'. L'autrice celebra un 'piccolo disgelo nel climaterio', partendo da informazioni, autonomia e scelta. Aggiunge una nota personale: entrerà ufficialmente in menopausa tra due mesi e, nei giorni cattivi, si sente come 'uno straccio vecchio', cosa insostenibile per qualsiasi donna attiva.
La terapia ormonale non è né cattiva né miracolo. Quando la menopausa è presa sul serio, tutti vincono: la donna, la famiglia, il lavoro, l'economia, la società. 'Non serve salvare le città, le balene e gli alberi se non salviamo le donne', conclude la columnist.