Il quinto Colloquio Internazionale Patria è stato inaugurato giovedì a L'Avana, alla presenza di Miguel Díaz-Canel Bermúdez e di 150 delegati provenienti da oltre 20 paesi. L'evento mira a rafforzare la verità, l'organizzazione e la resistenza culturale contro la manipolazione mediatica globale. Si terrà fino a sabato 18 presso la Stazione Culturale tra la Línea e la 18.
Il colloquio, dedicato a Fidel Castro, è stato inaugurato alla presenza di Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, insieme ai membri dell'Ufficio Politico Roberto Morales Ojeda e Bruno Rodríguez Parrilla. Ricardo Ronquillo Bello, presidente dell'Unione dei Giornalisti Cubani, ha descritto il blocco come un "male calcolato e genocida" e ha denunciato la "violenza comunicativa" che maschera altre aggressioni. Nonostante gli aggiustamenti economici, l'evento prosegue, finanziato in gran parte dai partecipanti, come prova di una causa condivisa con il mondo. Ronquillo Bello ha esortato a forgiare un fronte universale per una "Operazione Verità" permanente, per contrastare quella che ha definito la "Baia dei Porci della comunicazione del XXI secolo". Messaggi di sostegno sono giunti da Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, che ha sottolineato gli sforzi congiunti contro la disinformazione e i legami fraterni tra Russia e Cuba. Ghassan Ben Jeddou, presidente di Al Mayadeen, ha elogiato lo svolgimento del colloquio nonostante il blocco e ha chiesto una comunicazione coordinata del Sud Globale. Panel come "Egemonia culturale e potere culturale" hanno visto la partecipazione di Alina Duarte e Renato Rovai, che hanno discusso di algoritmi e piattaforme digitali come nuovi gatekeeper globali. Le sessioni pomeridiane hanno riguardato la tecnopolitica, l'intelligenza artificiale, la dipendenza tecnologica e la sovranità digitale.