L'economia informale del Messico ha raggiunto il suo contributo più alto al PIL nel 2024, rappresentando il 25,4% del totale, secondo dati preliminari dell'INEGI. Ciò segna un aumento di 3,2 punti percentuali rispetto al 2020, sottolineando la persistenza dell'informalità del lavoro che colpisce il 54,4% della popolazione occupata.
La Misurazione dell'economia informale dell'INEGI per il 2024 mostra che l'informalità ha generato un peso ogni quattro del PIL nazionale, un record da quando i dati sono disponibili dal 2003. Il settore informale ha contribuito per il 14,5%, e altre modalità, come l'agricoltura di sussistenza e il servizio domestico, hanno aggiunto il 10,9%.
Questo aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023 evidenzia una crescita più dinamica dell'informalità: mentre il PIL totale è aumentato dell'1,4%, l'economia formale è avanzata solo dello 0,5% e l'informale è schizzata al 4,3%. L'INEGI nota che «per ogni 100 pesos del PIL del paese, i lavoratori formali hanno generato 75 pesos e quelli nell'informalità, 25 pesos».
Nel terzo trimestre del 2025, su 59,5 milioni di occupati, 33 milioni lavoravano informalmente (55,4%), rispetto a 26,5 milioni nel settore formale. Ciò risulta in un divario di 1,2 informali per formale, senza miglioramenti notevoli nella qualità del lavoro nonostante gli aumenti salariali.
L'informalità persiste come principale via di generazione del reddito, sebbene sia meno produttiva. In questo contesto, Víctor Piz sostiene che «è essenziale accelerare la crescita dell'economia e dell'occupazione formale nel 2026», per impedire che l'informalità continui a essere il principale motore della crescita economica.