Il re di Spagna Felipe VI ha riconosciuto "molti abusi" durante la conquista dell'America, affermando che alcuni fatti non rendono gli spagnoli orgogliosi dei valori odierni. Il governo spagnolo ha appoggiato al 100% le sue parole e la messicana Claudia Sheinbaum lo ha salutato come un gesto di riavvicinamento.
Lunedì il re Felipe VI ha visitato la mostra "La mujer en el México indígena" al Museo Archeologico Nazionale di Madrid insieme all'ambasciatore messicano Quirino Ordaz Coppel. In quell'occasione ha dichiarato che la conquista dell'America ha comportato "molti abusi" e che, per i valori odierni, "ovviamente non possono farci sentire orgogliosi", anche se devono essere contestualizzati senza "un eccessivo presentismo morale" ma con "un'analisi obiettiva e rigorosa" (Casa Real, social media). La mostra, in corso fino al 22 marzo, fa parte di un progetto Spagna-Messico per rafforzare i legami attraverso il riconoscimento delle culture indigene. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva precedentemente rilevato "dolore e ingiustizia" nei confronti delle popolazioni indigene messicane, affermando che è "giusto riconoscerlo e lamentarlo" (mesi fa). Martedì 17 marzo, la portavoce Elma Saiz ha appoggiato "al 100%" le parole del re, confermando che il governo è stato informato. Spera in un vertice iberoamericano di alto livello a Madrid (novembre). La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha accolto il "gesto di riavvicinamento" nella sua conferenza stampa, riconoscendo "eccessi e stermini" e chiedendo di "continuare ad avanzare nel dialogo". Sheinbaum non ha invitato il re al suo insediamento dell'ottobre 2024 e la Spagna non ha inviato alcun rappresentante. Il leader dell'opposizione Alberto Núñez Feijóo (PP) ha espresso orgoglio per l'eredità della Spagna, sottolineando la comunità linguistica e culturale, e ha definito "un disastro" esaminare il XV secolo. Saiz ha criticato Feijóo per aver "negato la storia" e "abbracciato posizioni ultra-negazioniste". Sheinbaum ha elogiato le culture mesoamericane: I Maya hanno inventato lo zero, sono avanzati nella cosmologia e nella medicina.