Il governo messicano ha sospeso le importazioni di carne suina dalla Spagna sabato 29 novembre, a causa di un focolaio di peste suina africana rilevato a Barcellona. La misura, annunciata dal Segretariato all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, mira a proteggere la salute animale del paese dopo i primi casi confermati nella nazione europea dal 1994. Il Servizio Nazionale di Sanità, Sicurezza e Qualità Agroalimentare (Senasica) ha vietato l'ingresso di vari prodotti suini fino all'ottenimento di maggiori informazioni sul controllo del focolaio.
La sospensione è seguita alla rilevazione venerdì di due cinghiali selvatici positivi al virus della peste suina africana (PSA) a Cerdanyola del Vallès, Barcellona. Si tratta del primo caso in Spagna dal 1994, che ha portato anche alla cancellazione di circa 120 certificati sanitari di esportazione per prodotti suini destinati a circa 40 paesi, tra cui Messico, Russia, Brasile, Canada e Stati Uniti.
Sabato sono stati segnalati altri quattro cinghiali selvatici morti per PSA nella catena montuosa di Collserola, nella stessa area colpita. La PSA è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce cinghiali europei, facoceri africani e maiali domestici negli allevamenti, ma non colpisce gli umani né si trasmette attraverso il consumo di carne suina.
Il Senasica ha specificato che il divieto copre carne suina, prodotti e sottoprodotti come prosciutti o salumi, prodotti stagionati, frattaglie suine per consumo umano e materie prime per mangimi per animali domestici. La misura si applica sia alle importazioni commerciali sia ai prodotti portati da individui in ingresso in Messico, in attesa di informazioni zoosanitari sulla gestione del focolaio.
Questa azione mira a prevenire l'introduzione del virus in Messico, dove l'industria suina è vitale per cibi come le carnitas. Il focolaio in Spagna ha innescato allarmi internazionali, con sospensioni simili in altri mercati per mitigare i rischi sanitari.