Il gendarme argentino Nahuel Gallo è stato liberato dopo 448 giorni di detenzione nel carcere di Rodeo 1 in Venezuela ed è tornato nel suo paese, dove ha tenuto una conferenza stampa denunciando le condizioni di tortura psicologica. Nella sua testimonianza, ha evidenziato che il pensiero del figlio lo ha tenuto forte durante la cattività ingiusta. Le autorità argentine hanno celebrato il suo ritorno e promesso di continuare a lavorare per la liberazione degli altri detenuti.
Nahuel Gallo, caporale della Gendarmería Nazionale argentina, è stato liberato domenica dopo 448 giorni di detenzione illegale nel carcere di Rodeo 1 in Venezuela. In una conferenza stampa a Buenos Aires, Gallo ha descritto il luogo come «un luogo di notevole tortura psicologica» e ha confessato di aver vissuto situazioni orribili: «È brutto, non voglio raccontare le atrocità che hanno fatto». Ha riconosciuto che la sua forza mentale e il pensiero del figlio lo hanno tenuto forte durante il periodo di incomunicabilità, nel quale ha perso ingiustamente la libertà ed è stato accusato di reati non correlati. Gallo, di cui si hanno scarse informazioni sulla sua cattività, è in buona salute e sta procedendo al reinserimento sociale con supporto psicologico. Ha chiesto di non dimenticare i prigionieri politici in Venezuela, in supposta transizione, e ha menzionato che ci sono altri 24 stranieri a Rodeo 1 in attesa di rilascio. Ha realizzato una bandiera argentina con del sapone e ha cantato l'inno nazionale, gridando «orgogliosamente argentino». Accompagnato dal ministro della Sicurezza Alejandra Monteoliva, dal cancelliere Pablo Quirno e dal capo della Gendarmería Claudio Brilloni, Gallo ha ringraziato lo Stato argentino e le istituzioni internazionali senza menzionare l'AFA, che ha facilitato il suo volo di ritorno. Monteoliva ha espresso gioia per il suo ritorno in buona salute. Quirno ha evidenziato il lavoro instancabile del governo fin dal primo momento, denunciando la situazione nei forum internazionali con il supporto degli Stati Uniti, dell'Italia, di Israele e di Foro Penal. Ha annunciato sforzi in corso per la liberazione di Germán Giuliani, un altro argentino detenuto in Venezuela. La moglie di Gallo, María Alexandra Gómez, ha postato sui social: «Grazie, Dio... per questo miracolo. Sono stati 448 giorni di lotta senza orari... Oggi lo abbiamo a casa». Brilloni ha confermato che Gallo rimane in servizio e in buone condizioni cliniche.