NCCM annuncia unità di protezione integrate per bambini vulnerabili in Egitto

Il Consiglio nazionale egiziano per l’Infanzia e la Maternità (NCCM) lancerà una «Unità Bambino Sicuro» in sei governatorati come fase iniziale per fornire supporto integrato ai bambini esposti a violenze fisiche e psicologiche. L’iniziativa, discussa durante una riunione del Comitato permanente per la Salute e la Popolazione domenica, mira a istituire un sistema di assistenza completo che includa supporto psicologico, servizi sociali e rinvii medici. Sahar al-Sonbati, capo del NCCM, ha dichiarato che l’unità si specializzerà nell’assistenza completa per bambini e famiglie colpite.

Il Consiglio nazionale egiziano per l’Infanzia e la Maternità (NCCM) ha annunciato piani per lanciare una «Unità Bambino Sicuro» in sei governatorati come fase iniziale, al fine di offrire supporto integrato ai bambini esposti a violenze fisiche e psicologiche. La proposta è stata discussa in una riunione del Comitato permanente per la Salute e la Popolazione domenica, presieduta da Ghada al-Dorry, che sta finalizzando i passi esecutivi e le procedure. Sahar al-Sonbati, capo del NCCM, ha spiegato: «L’Unità Bambino Sicuro si specializzerà nella fornitura di assistenza completa e integrata per bambini e famiglie, in particolare coloro che sono stati sottoposti a qualsiasi forma di violenza psicologica o fisica». Ha notato che il consiglio sta preparando una «mappa dei servizi» per accelerare i processi di rinvio e garantire un accesso tempestivo al supporto appropriato. La salute mentale, la consulenza familiare e la rilevazione precoce dei problemi psicologici rimangono priorità strategiche del consiglio. Wael Abdel-Razek, segretario generale del NCCM, ha confermato che il progetto inizierà in sei province come pilota per l’espansione nazionale, insieme allo sviluppo di messaggi di sensibilizzazione per promuovere la protezione dell’infanzia e la cultura della prevenzione. Il piano d’azione più ampio affronta i rischi del matrimonio infantile e le violazioni contro le bambine, continuando gli sforzi per combattere la mutilazione genitale femminile (FGM) in tutte le sue forme, specialmente la sua «medicalizzazione». La riunione, con esperti e specialisti, ha esaminato i passi di attuazione e rafforzato i meccanismi di intervento per i bambini a rischio. Al-Dorry ha descritto l’unità come un’aggiunta qualitativa al sistema nazionale di protezione dell’infanzia, progettata per favorire il recupero e il reinserimento sociale delle vittime di abusi.

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