Promettenti progressi medici per il 2026

Nature Medicine ha selezionato studi clinici promettenti per il 2026, enfatizzando vaccini a lunga durata e trattamenti innovativi. Le aree chiave includono tubercolosi, HIV, long Covid, cellule staminali e colesterolo. Questi sviluppi potrebbero trasformare la lotta contro le malattie globali.

Nature Medicine ha evidenziato cinque studi clinici pronti a far progredire la medicina nel 2026. Il primo è una sperimentazione di fase 3 per un vaccino antitubercolare a lunga durata che coinvolge 20.000 partecipanti in Sudafrica, Kenya, Malawi, Zambia e Indonesia. Nel 2023, la tubercolosi ha causato 11 milioni di casi e 1,25 milioni di morti, con il vaccino attuale che perde efficacia nell'adolescenza, un periodo ad alto rischio. I risultati sono attesi tra tre anni, segnando lo sviluppo più promettente in quasi un secolo.

Per l'HIV, lo studio RIO delle università Rockefeller, Imperial e Oxford testa un cocktail di anticorpi a sei mesi. Dopo cinque mesi senza antivirali, il 75% dei partecipanti ha mantenuto cariche virali indetectabili, alcuni fino a due anni, rispetto all'11% nel gruppo placebo.

Affrontando il long Covid, che causa stanchezza e problemi cognitivi, l'Istituto Nazionale per la Salute del Regno Unito ha stanziato 6,8 milioni di sterline nel 2021. La ricerca mira a vasi sanguigni, infiammazione e coaguli, con risultati previsti nel 2026.

Il trial Nest utilizza cellule staminali del midollo osseo iniettate attraverso vasi nasali per riparare danni cerebrali. Basato su uno studio sulla vista del 2010, ha trattato circa 200 individui, con miglioramenti significativi nell'Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson, sclerosi multipla ed encefalopatia traumatica. Il processo è sicuro e dura meno di un'ora.

Infine, il trial Lp(a)Horizon valuta il pelacarsen contro la lipoproteina Lp(a), geneticamente legata a infarti e ictus. Coinvolgendo 7.000 partecipanti globali, riduce i livelli dell'80%, con risultati nel 2026 che potrebbero affrontare la principale causa di morte al mondo.

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