L’indice S&P 500 statunitense ha chiuso a un massimo storico di 6.909 punti, +0,46%, spinto dai dati sul Pil che mostrano una crescita annualizzata del 4,3% nel terzo trimestre. Questa notizia ha ribaltato le perdite iniziali a Wall Street e in Europa, dove l’Ibex 35 è salito dello 0,14% a 17.182,8 punti. L’ottimismo ha boostato anche il Nasdaq, che ha guadagnato lo 0,57% a 23.561 punti, guidato da Nvidia.
Il mercato azionario Usa ha celebrato i solidi dati macroeconomici con l’S&P 500 che ha raggiunto un nuovo record martedì, superando i 6.901 punti del 11 dicembre. La crescita del Pil del terzo trimestre negli Stati Uniti ha superato le attese degli analisti, portando a un’inversione delle tendenze ribassiste iniziali della sessione.
In Europa, gli indici hanno chiuso con guadagni moderati. Lo Stoxx 600 è salito dello 0,2%, mentre l’Ibex 35 è aumentato dello 0,14%, terminando a 17.182,8 punti. Solaria si è distinta, con un rialzo del 2,5% grazie al piano di investire 2,5 miliardi di euro in tecnologia dal 2026 al 2028, secondo gli esperti di XTB. Al contrario, Ferrovial è scesa dell’1,52%, pur avendo accumulato guadagni del 36% nel 2025.
A Wall Street, Nvidia ha guidato l’assalto, salendo del 3% nella sessione e del 40% da inizio anno. Il Nasdaq ha chiuso a 23.561 punti. Michael Reynolds, direttore investimenti di Glenmede, ha detto a Bloomberg: «Mentre l’attenzione si sposta sul prossimo anno, le prospettive di crescita economica Usa appaiono promettenti. La combinazione di politica tariffaria, stimoli fiscali, cambiamenti nel mercato del lavoro, produttività legata all’Ia e potenziale deregolamentazione indica una crescita sopra la tendenza nel 2026».
Altri mercati hanno riflesso questa fiducia: il rendimento dei Treasury a 10 anni si è fissato al 4,167%, e l’euro ha moderato il rialzo contro il dollaro a 1,175 unità. In Europa, Novo Nordisk è schizzata a +9,2% dopo l’approvazione Fda per la sua pillola dimagrante, nonostante un calo annuale del 50% per la concorrenza nei trattamenti per obesità e diabete.
Con sole quattro sedute rimaste fino a fine anno, gli investitori guardano al 2026 con ottimismo.