Ore dopo il comizio di Pedro Sánchez a Cáceres a sostegno di Miguel Ángel Gallardo del PSOE – segnato da scandali –, il ministro Félix Bolaños ha inviato una lettera di protesta al vescovo Luis Argüello per interferenza politica, mentre Sánchez ha ammesso errori nella gestione delle denunce di molestie e ha subito critiche femministe.
Proseguendo la copertura del comizio di Pedro Sánchez del 14 dicembre 2025 al complesso culturale San Francisco di Cáceres – il suo secondo in Estremadura –, il presidente ha riaffermato l’impegno a governare « in bene e in male » davanti a 800 partecipanti, nonostante le crisi in corso nel PSOE per casi di molestie sessuali e corruzione. Sánchez ha specificato un « errore » nel processo interno di denunce del partito ma ha evidenziato il loro protocollo anti-molestie pionieristico e la risposta ferma, contrapponendolo alla presunta « connivenza » del PP. Ha aspramente rimproverato le recenti chiamate del presidente della Conferenza episcopale Luis Argüello a elezioni o mozione di censura, dichiarando finita l’interferenza politica del clero dall’avvento della democrazia.
L’evento ha visto un forte dissenso femminista: la leader dei Giovani socialisti di Cáceres Irene Pozas ha chiesto « tolleranza zero per gli molestatori », e l’ex deputata Belén Fernández ha sollecitato azioni. Gallardo, sotto processo per aver presumibilmente nominato il fratello di Sánchez quando era capo del consiglio di Badajoz, ha concluso ammettendo situazioni vergognose ma difendendo il femminismo del PSOE e mobilitando contro l’astensione prima delle elezioni del 21 dicembre.
Più tardi quel giorno, il ministro Félix Bolaños ha scritto ad Argüello, chiedendo neutralità politica, criticando il suo uso del termine « Valley of the Fallen » per Cuelgamuros e notando affinità percepite con PP e Vox. Si tratta della seconda protesta governativa di questo tipo in pochi mesi.