La Camera dei Deputati brasiliana ha approvato martedì sera (18) un disegno di legge per combattere le fazioni del narcotraffico, ma il testo è stato macchiato da dispute politiche. Il governo del presidente Lula ha subito una sconfitta, poiché la sua proposta originale è stata sostituita dalla versione del deputato dell'opposizione Guilherme Derrite. Ora il Senato ha l'opportunità di raffinare il disegno di legge, eliminando i difetti e preservando i progressi.
Il disegno di legge, approvato con 370 a 110, approva la proposta sostitutiva di Guilherme Derrite (PP), segretario alla Sicurezza Pubblica in congedo a São Paulo sotto Tarcísio de Freitas (Republicanos). La proposta originale del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) è stata affrettata al Congresso dopo un'operazione di polizia contro il Comando Vermelho a Rio de Janeiro, che ha causato 121 morti e ha ottenuto il sostegno maggioritario dell'opinione pubblica secondo i sondaggi.
Sebbene la versione iniziale includesse già misure penali populiste, come punizioni più severe per i membri di organizzazioni criminali violente, il testo di Derrite approfondisce questo stabilendo un nuovo quadro chiamato Marco Legal de Enfrentamento ao Crime Organizado, senza abrogare le leggi precedenti. Questo rischia di creare contraddizioni legali sfruttabili, avvertono gli esperti.
Idee più estreme, come equiparare il crimine organizzato al terrorismo, sono state abbandonate, evitando imbarazzi internazionali. Elementi positivi includono una maggiore infiltrazione della polizia, lo strangolamento finanziario delle fazioni e la collaborazione tra enti come la Banca Centrale e il Fisco federale.
In vista delle elezioni imminenti, gli scontri tra governo e opposizione, supportata dalla destra e dal centrão, hanno macchiato il dibattito. I lettori denunciano la politicizzazione delle questioni di sicurezza pubblica come una perdita per la società. Il Senato, con una discussione più calma, può correggere i difetti e priorizzare miglioramenti solidi, superando le lotte sulla paternità della legge.