I prezzi dell’argento calano del 4,6 % in Egitto in mezzo a una svendita globale

I prezzi dell’argento in Egitto sono scesi del 4,6 % la settimana scorsa, seguendo un forte calo globale di quasi il 9 % per oncia, secondo un rapporto di Safe Haven Hub. La svendita è seguita alla decisione della Chicago Mercantile Exchange (CME) di aumentare i margini di trading sui contratti di metalli preziosi, provocando liquidazioni massicce nelle ultime sessioni di trading del 2025. Nonostante il calo settimanale, l’argento ha registrato guadagni eccezionali nel 2025, salendo del 145 % localmente e del 148 % a livello globale.

I prezzi dell’argento sul mercato egiziano sono calati del 4,6 % la settimana scorsa, con l’argento di grado 999 sceso da 131 EGP a 125 EGP per grammo, il grado 925 a 116 EGP e il grado 800 a 100 EGP. La libbra d’argento è scesa a 928 EGP. A livello globale, l’argento ha perso circa 7,27 $ per oncia, aprendo la settimana a 79,27 $ e chiudendo vicino a 72 $.

Nonostante questa correzione improvvisa, l’argento ha iniziato il 2025 in Egitto a 51 EGP per grammo per il grado 999, ha raggiunto un picco di 136 EGP e chiuso a 125 EGP. A livello internazionale, i prezzi hanno aperto a 29 $ per oncia, sono saliti a un massimo storico di 84 $ e si sono stabilizzati vicino a 72 $ alla fine dell’anno.

Safe Haven Hub attribuisce la correzione alla decisione della CME di aumentare i margini due volte in tre giorni, sconvolgendo i mercati e innescando vendite diffuse dopo i massimi record. Gli analisti sostengono che l’argento potrebbe svolgere un ruolo più centrale nel sistema finanziario globale come asset strategico, in mezzo a una competizione intensificata tra mercati occidentali e orientali sulle materie prime.

Le scorte globali di argento sono sotto crescente pressione per la forte domanda industriale, con un consumo record di 680 milioni di once nel 2024. Solo l’energia solare consuma oltre 200 milioni di once all’anno, atteso per superare i 450 milioni entro il 2030. La produzione secondaria da miniere di rame, piombo, zinco e oro rappresenta il 72 % dell’offerta, mentre le scorte sono rimaste stagnanti per quasi 25 anni. Gli analisti mantengono una prospettiva positiva per l’argento nel 2026, supportata dal calo delle scorte di Londra, dalla domanda solare inelastica e dall’accumulo strategico da parte delle grandi potenze.

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