Sette dei dieci imputati sono comparsi lunedì in un tribunale di Parigi per cyberbullismo contro Brigitte Macron, accusati di aver diffuso una teoria del complotto che afferma che lei è un uomo. Sostenuti da militanti, inclusi gilet gialli, invocano la libertà di espressione e lo spirito di Charlie Hebdo. La First Lady, assente, ha presentato denuncia ad agosto 2024.
Il processo si è aperto lunedì 27 ottobre 2025 al tribunale di Parigi, dove dieci persone sono giudicate fino al martedì successivo per cyberbullismo contro Brigitte Macron attraverso post su Twitter (ora X). Accusati di aver diffuso per mesi, o persino anni, barzellette, insulti, fotomontaggi e caricature che affermano che la First Lady è in realtà un uomo – e sospettando persino pedofilia nei confronti del presidente Emmanuel Macron –, sette imputati hanno testimoniato il primo giorno.
Fuori dall'aula del tribunale, l'accoglienza è stata calorosa: strette di mano, abbracci e ringraziamenti. Aurélien Poirson-Atlan, noto con lo pseudonimo 'Zoé Sagan' sui social media dove aveva migliaia di follower prima della sospensione del suo account, ha ricevuto un sostegno particolare. Un gruppo, inclusi un militante dei gilet gialli, si è riunito presto la mattina per assistere al processo e difendere ciò che considerano un attacco ingiusto alla libertà di espressione online.
Brigitte Macron, assente all'udienza, ha presentato denuncia contro la piattaforma X ad agosto 2024 per questi atti. La teoria diffusa, descritta come 'folle' da fonti, afferma che la First Lady ha subito una transizione di genere ed è in realtà suo fratello Jean-Michel Trogneux. Gli imputati difendono le loro azioni come 'umorismo' e 'satira', uno di loro ha dichiarato: 'Sono nello spirito di Charlie'. Questo processo evidenzia le tensioni tra libertà di espressione e cyberbullismo nello spazio digitale.