Gli atleti ipovedenti alle Paralimpiadi invernali 2026 a Cortina d’Ampezzo si affidano a guide vedenti per orientarsi in discipline come sci alpino, sci di fondo e biathlon. Queste guide forniscono istruzioni verbali in tempo reale tramite sistemi di comunicazione integrati nei caschi, garantendo gare sicure e competitive. Coppie di fratelli tra questi atleti evidenziano le dinamiche uniche di fiducia e lavoro di squadra nelle manifestazioni paralimpiche.
Le Paralimpiadi invernali 2026 presentano tre sport con categorie per ipovedenti: Para-sci alpino, Para-sci di fondo e Para-biathlon. Queste sono suddivise in divisioni in piedi, seduti e ipovedenti. Nel Para-sci alpino, gli atleti competono in discipline come discesa libera, slalom, slalom gigante, super-G, combinata alpina ed eventi a squadre, utilizzando una guida vedente per navigare le piste. Le guide sciano davanti, comunicando tramite un sistema di microfono Bluetooth e cuffie integrato nei caschi. Forniscono segnali verbali su direzione, cambiamenti del terreno, condizioni della neve e ritmo del percorso. Nello slalom, la coppia deve rimanere a meno di tre porte di distanza; nello slalom gigante, super-G e discesa libera, a meno di due porte. Gli spettatori restano in silenzio per permettere agli atleti di sentire chiaramente le istruzioni. Nel Para-biathlon, che combina sci di fondo e tiro con la carabina, gli atleti ipovedenti usano una carabina elettronica guidata da segnali acustici. Un tono acuto nelle cuffie indica la precisione della mira, con il tono che sale man mano che l’arma si allinea con il centro del bersaglio. I colpi mancati comportano penalità di tempo o giri di penalità. Il Para-sci di fondo prevede gare su tracciati preparati con una guida. Le classificazioni assicurano una competizione equa: gli atleti soddisfano criteri minimi di menomazione visiva, come danni agli occhi, ai nervi ottici o alla corteccia visiva. Gradi variabili di ipovedenza rientrano in un’unica categoria, compensati da sistemi di tempo fattorizzati, come l’87,24% della sciatrice britannica Menna Fitzpatrick nel super-G del 2022, che rallenta l’orologio di conseguenza. Le coppie guida-atleta tra fratelli aggiungono strati personali a questi eventi. La belga Eléonor Sana, cieca da retinoblastoma fin dall’infanzia, ha vinto il bronzo nella discesa libera di Pyeongchang 2018 guidata dalla sorella Chloé. Comunicano costantemente, con Eléonor che descrive la sua vista come «molto sfocata, come vedere attraverso un pacchetto di cereali». I fratelli britannici Neil e Andrew Simpson mirano a difendere l’oro nel super-G del 2022; Neil soffre di nistagmo e Andrew fornisce «feedback costante» su terreno e porte. L’austriaca Veronika Aigner, con cataratta congenita, e la sorella Elisabeth hanno conquistato numerose medaglie, inclusi ori nel 2022 in slalom e slalom gigante. Le guide ricevono medaglie insieme agli atleti, sottolineando il loro ruolo essenziale. Come nota Andrew Simpson: «È feedback costante, davvero», enfatizzando le richieste psicologiche e fisiche della performance sincronizzata.