L'elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York ha suscitato entusiastiche congratulazioni dai 'insoumis' francesi ed ecologisti. La vedono come una lezione per una sinistra radicale capace di governare senza compromessi. La vittoria risuona come speranza contro l'estrema destra.
Il 5 novembre 2025, Zohran Mamdani, socialista e rappresentante di Queens nell'Assemblea Statale di New York, è stato eletto sindaco della più grande città degli Stati Uniti. Diventerà il primo sindaco musulmano di New York il 1º gennaio, un deciso oppositore di Donald Trump. La vittoria si inserisce in una notte forte per i Democratici, con guadagni in Virginia, New Jersey e California.
In Francia, gli 'insoumis' di La France insoumise (LFI) e gli ecologisti hanno gioito per questa figura progressista democratica, salita grazie a un programma per le classi lavoratrici e la gioventù, e una posizione pro-palestinese. Mathilde Panot, leader parlamentare LFI, ha postato su X: «Questa vittoria porta una lezione: solo la sinistra rompitrice può battere l'estrema destra».
La deputata LFI Clémence Guetté ha elencato lezioni: «voltare pagina sulla vecchia sinistra disgustosa, non cambiare rotta in mezzo a inondazioni di insulti e bugie del sistema mediatico, non abbandonare nulla del radicalismo delle proposte». L'eurodeputata Manon Aubry ha aggiunto: «Di fronte all'establishment mediatico, economico e politico che ha speso decine di milioni di dollari per bloccarlo, Zohran Mamdani ha ribaltato il tavolo con proposte radicalmente concrete (congelamento degli affitti, autobus gratuiti, asili nido pubblici…) e non ha mai distolto lo sguardo dal razzismo e da Gaza».
François Ruffin, nel gruppo ecologista, ha evidenziato il metodo: «Come ha ribaltato il tavolo? Attraverso una primaria. Attraverso questioni sociali come ossessione. Attraverso una campagna di base. Attraverso un candidato che riceve copertura». La segretaria nazionale degli ecologisti, Marine Tondelier, ha giudicato: «Nel corso del turno fascista in atto negli USA, questa vittoria è una fonte incredibile di speranza e ispirazione per la sinistra che né rinuncia ai suoi valori né al governo per cambiare la vita delle persone ora».
La deputata ecologista Clémentine Autain ha fatto eco: «Questo profilo francamente di sinistra, con proposte radicali e concrete, deve essere una fonte di ispirazione per la nostra sinistra francese». Dal lato socialista, Olivier Faure si è sentito «perfettamente in sintonia» con il programma, specialmente la difesa dei servizi pubblici, ma ha nuanciato: «Si reivindica socialista, ma in stile americano. Non è un 'insoumis'».
Il candidato alla sindaco di Parigi del PS, Emmanuel Grégoire, ha visto un segnale per il 2026: «Traiamo da questo slancio per aprire la via a una vittoria della sinistra a Parigi nel 2026 contro le destre estreme e reazionarie che voltano le spalle alle urgenze sociali e climatiche». L'unica voce dissidente, il radicale di sinistra Guillaume Lacroix, ha detto di essere «preoccupato ma non sorpreso di vedere in Francia la sinistra 'Chavez' e la sinistra 'Kamala' riconciliate, in estasi e trionfanti stamattina per la vittoria a New York ieri sera, dai loro divani, grazie ai loro tweet decisivi».
LFI nota che la primaria democratica non ha impedito all'avversario Andrew Cuomo di candidarsi indipendentemente, rafforzando il loro rifiuto di una primaria nel 2027.