Leader dell'estrema destra mondiale, tra cui Santiago Abascal, Javier Milei e Alice Weidel, hanno sostenuto il primo ministro ungherese Viktor Orbán alla Conservative Political Action Conference (CPAC) Hungary a Budapest. L'evento precede le elezioni del 12 aprile, in cui Orbán rischia di perdere il potere dopo 16 anni. I partecipanti hanno criticato l'UE, l'Ucraina e Pedro Sánchez.
Alla CPAC Hungary di Budapest il 21 marzo 2026, circa 3.000 partecipanti si sono riuniti attorno a Viktor Orbán in vista di elezioni combattute secondo i sondaggi. Santiago Abascal, leader di Vox, ha definito il voto del 12 aprile un "bivio storico" per l'Ungheria e per l'Europa. "Se Viktor Orbán non vincesse, l'Ungheria perderebbe e verrebbe assorbita dall'abisso creato dall'UE", ha dichiarato Abascal, descrivendo il governo ungherese come una "luce nell'oscurità" e un "muro di dignità dell'Europa".Il presidente argentino Javier Milei ha definito Pedro Sánchez un "pichón de tirano", ovvero un tiranno in erba. Abascal ha etichettato Sánchez come "tirano y traidor", un tiranno e traditore, alleato del Venezuela chavista, degli ayatollah iraniani, di Cuba, del Brasile di Lula e di Hamas, e legato a George Soros. Orbán ha definito Abascal "il mio capo", in qualità di presidente di Patriots for Europe, elogiandone la leadership.Orbán ha accusato la Commissione europea di interferenza elettorale per aver sostenuto le "forze federaliste". Ha bloccato un prestito UE da 90 miliardi di euro per l'Ucraina e ha respinto le pressioni di Bruxelles e Kiev. Alice Weidel ha accusato l'UE di finanziare il "regime più corrotto" dell'Ucraina per prolungare una guerra non loro, omettendo critiche a Putin. Tra gli altri, sono arrivati messaggi da Donald Trump, Mateusz Morawiecki, Geert Wilders e Matteo Salvini.