AC Milan ha programmato un incontro chiave in primavera per discutere il rinnovo del contratto di Christian Pulisic, l'attaccante americano che è stato cruciale nella campagna di Serie A della squadra. Con il suo attuale accordo fino al 2027, il club mira a garantirne il futuro in vista della Coppa del Mondo FIFA 2026. Le forti prestazioni di Pulisic lo hanno reso indispensabile per i Rossoneri.
Christian Pulisic è emerso come il giocatore più decisivo dell'AC Milan in questa stagione, contribuendo con sette gol in Serie A che lo mettono a pari merito al vertice con Lautaro Martinez dell'Inter, nonostante il tempo perso per malattia e infortuni minori. Il suo impatto è stato evidente in una recente partita contro il Torino, dove è entrato dalla panchina per salvare un punto nonostante fosse quasi assente per malattia.
Il contratto esistente di Pulisic con l'AC Milan scade nel 2027, con un'opzione del club per estenderlo al 2028, fornendo stabilità ma spingendo la dirigenza ad agire in modo proattivo. Le esperienze passate con giocatori come Mike Maignan, Gianluigi Donnarumma e Hakan Çalhanoglu, dove i ritardi hanno portato a perdite, hanno influenzato questo approccio. A differenza della vendita di Theo Hernandez l'estate scorsa per evitare un trasferimento a parametro zero, il Milan intende premiare l'eccellenza di Pulisic presto per costruire fiducia e affermare il suo impegno verso i top performer.
Guadagnando attualmente circa 4,4 milioni di dollari annui, i rappresentanti di Pulisic cercano almeno un aumento di 1,1 milioni di dollari, allineandolo più vicino a stelle come Rafael Leao, che guadagna circa 7,7 milioni di dollari a stagione inclusi bonus. Secondo rapporti di Calciomercato, i dirigenti del club rimangono calmi, notando nessun segno che Pulisic voglia andarsene. L'incontro primaverile pianificato proporrà termini che estendono la sua permanenza fino al 2029, con una clausola di estensione automatica, mirando a blindare il 27enne come pilastro in vista del Mondiale.
Sebbene le speculazioni lo abbiano legato a un ritorno in Premier League, come con il Manchester United, la sua produzione costante – inclusa la superiorità su veterani come Luka Modric nelle metriche chiave – ha consolidato il suo ruolo al Milan sotto Massimiliano Allegri.