Nella scia del discorso tenuto dal presidente Javier Milei al Congresso il 1º marzo 2026 — nel quale ha annunciato 90 riforme strutturali e criticato oppositori e alcuni settori imprenditoriali — sono giunte numerose reazioni. L'Associazione Empresaria Argentina (AEA) ha auspicato un dialogo costruttivo e ha elogiato il ministro dell'Economia Luis Caputo, mentre l'Unione Industriale (UIA) ha denunciato una situazione 'critica' per l'industria. Le figure dell'opposizione hanno definito il discorso conflittuale e privo di proposte.
Il discorso di Milei, durato quasi due ore, ha evidenziato la stabilizzazione economica, l'equilibrio fiscale ottenuto con Caputo e i piani per riforme estese tra i fischi dell'opposizione. Ha inoltre preso di mira gli industriali 'complici', provocando risposte nette dalla comunità degli affari. L'AEA ha enfatizzato il ruolo vitale delle imprese private nella produzione, nei posti di lavoro, nelle esportazioni e nelle tasse, attribuendo a Caputo il merito del bilancio delle casse pubbliche, della riduzione della spesa e di una minore pressione fiscale. Hanno invitato a proseguire con la stabilizzazione per favorire la crescita e a un dialogo per stimolare gli investimenti. Al contrario, la UIA ha preteso 'rispetto per chi produce', citando le chiusure delle PMI, i problemi di finanziamento e un declino industriale 'critico' — il secondo peggiore al mondo con Milei, con 2,436 aziende chiuse e 73,000 posti di lavoro persi in due anni. I leader dell'opposizione sono stati taglienti. Il deputato Pablo Juliano ha criticato Milei per la polarizzazione, le opportunità mancate e un'agenda sconnessa (ad esempio, la legge sui ghiacciai e le riforme della giustizia giovanile), nonostante i progressi sul fronte fiscale e inflattivo. Ha messo in evidenza le incertezze sulla riforma del lavoro che alimentano le paure dei lavoratori e si è dichiarato in opposizione. Il senatore José Mayans ha bollato il discorso come una 'farsa totale' piena di insulti, priva di piani per il 2025-2026 e potenzialmente perseguibile per inadempimento dei doveri, richiamando le tensioni passate con la vicepresidente Victoria Villarruel.