L’economista Gonzalo Martínez Mosquera ha analizzato i dati più recenti sull’attività economica argentina, notando una crescita inaspettata ma disomogenea. Ha avvertito della precarizzazione del lavoro e ha messo in discussione la strategia ufficiale di remonetizzazione. Ha proposto di abbassare le tasse e di consentire un deficit primario temporaneo per rilanciare il circuito economico.
In un’intervista a Canal E, l’analista economico Gonzalo Martínez Mosquera ha esaminato gli indicatori recenti di attività, come l’EMAE, che ha mostrato una crescita del 5% su base annua e dello 0,5% mensile, un risultato inaspettato anche per gli esperti. Tuttavia, ha espresso dubbi sulla metodologia dell’indicatore e ha osservato che l’economia sta a malapena recuperando i livelli del 2022, descrivendo un pattern di rimbalzo che si ripete da 15 anni: «siamo allo stesso soffitto raggiunto nel 2022, rimbalzando da 15 anni».
Martínez Mosquera ha evidenziato la disparità settoriale come preoccupazione principale. «I settori in crescita sono quelli che generano meno occupazione», ha spiegato, mentre ambiti come commercio, industria ed edilizia rimangono indeboliti. Questo, unito alla crescente migrazione verso lavori precari nelle app di mobilità — «molte persone stanno entrando a lavorare in quelle applicazioni» —, illustra le tensioni sul mercato del lavoro e i rischi di disoccupazione.
Di fronte a questo scenario, l’analista ha enfatizzato l’urgenza di remonetizzare l’economia: «l’economia ha bisogno di più pesos per funzionare», poiché la mancanza di massa monetaria riduce la capacità produttiva. Pur concordando con il governo sulla necessità di iniettare pesos, ha criticato l’approccio di emettere moneta per acquistare dollari dalla Banca centrale, ritenendolo insufficiente. Ha invece raccomandato «di abbassare le tasse e in questo modo monetizzare», liberando risorse che ritornano nel circuito economico. Inoltre, ha sostenuto un deficit primario temporaneo: «abbiamo bisogno di un deficit primario», perché la sua assenza «sta danneggiando l’economia». Ha chiarito che non significa aumentare la spesa pubblica, ma incassare meno per evitare la strozzatura monetaria.
Ha citato esempi come la chiusura della Whirlpool e ha respinto proposte restrittive del settore industriale, sostenendo un alleggerimento fiscale per stimolare l’attività.