Cuba regola le partnership tra settore statale e privato

Il 2 marzo 2026, Miguel Díaz-Canel ha sottolineato la necessità di trasformazioni urgenti nel modello economico e sociale di Cuba. Poche ore dopo, è stato pubblicato il Decreto-Ley 114/2025, che regola le partnership tra enti statali e attori privati. La misura istituzionalizza la cooperazione mantenendo il controllo statale centralizzato.

Il 2 marzo 2026, durante una riunione del Consiglio dei Ministri, il presidente Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che è necessario promuovere trasformazioni urgenti nel modello economico e sociale del paese. I media statali cubani hanno riferito della sessione quel giorno, e poco dopo, la Gaceta Oficial ha pubblicato il Decreto-Ley 114/2025 insieme a un regolamento complementare sulle partnership tra imprese statali e attori privati. Le nuove norme consentono la formazione di «joint venture domestiche» come società a responsabilità limitata miste tra enti statali e privati, nonché fusioni, acquisizioni di quote e contratti di associazione economica. Tutte queste operazioni richiedono l'approvazione del Ministero dell'Economia e della Pianificazione, valutazioni interministeriali e autorizzazione dall'organo superiore che supervisiona l'ente statale. Una caratteristica notevole è l'unilateralismo: solo le società con capitale cubano al 100 per cento o le società a responsabilità limitata statali possono assorbire enti privati, ma non è consentito il contrario. Le società miste devono conformarsi alle politiche stabilite per le imprese statali e possono essere respinte per motivi che includono ordine pubblico, difesa, sicurezza nazionale, sostenibilità economica o precedenti inadempienze fiscali. Nonostante questi limiti, le nuove entità potranno esportare e importare direttamente ai sensi della legislazione vigente, fissare autonomamente i salari, distribuire profitti e gestire i propri beni. Rimangono soggette al sistema nazionale di allocazione delle valute estere, devono presentare rapporti periodici sugli indicatori strategici allo Stato e richiedono l'approvazione ministeriale per cambiamenti significativi. Nel complesso, la regolamentazione fornisce linee guida più chiare per la cooperazione, riconoscendo il ruolo del settore privato nell'economia cubana. Non sfida tuttavia la dominanza delle imprese statali né decentralizza il potere economico, preservando la supervisione amministrativa centralizzata per le partnership.

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