La giudice istruttrice del caso DANA 2024 ha criticato in un'ordinanza di lunedì la mancanza di coordinamento del Consell di Carlos Mazón durante l'emergenza del 29 ottobre, che ha causato 230 vittime. Descrive il sistema Es-Alert come molto tardivo ed errato, inviato dopo che molte persone erano già decedute. Sottolinea inoltre il mancato impiego di risorse come gli agenti ambientali.
La magistrata ha dichiarato nella sua ordinanza che non vi è stato "alcun tipo di coordinamento" durante la gestione dell'emergenza del 29 ottobre 2024. Sottolinea che il pericolo si concentrava sull'esondazione di torrenti e fiumi, richiedendo un controllo e un coordinamento specifici tra vari dipartimenti, tra cui Emergenze — all'epoca guidato da Salomé Pradas, sotto inchiesta —, Servizi Sociali, Agricoltura, Ambiente e Istruzione. Il sistema Es-Alert, inviato alle 20:11, è considerato "molto tardivo" ed "errato nel testo", emanato quando "si contava già un gran numero di vittime e altre stavano lottando per la vita contro l'annegamento che sarebbe seguito poco dopo". La giudice ricorda che il Piano Speciale per le Alluvioni impone di combinare le risorse di tutte le agenzie senza duplicazioni. Indica il mancato impiego degli agenti ambientali per monitorare i torrenti privi di idrometri, nonostante l'offerta del direttore di Medio Natural, Luis Gomis, al Centro di Coordinamento delle Emergenze. Emilio Argüeso, ex segretario alle Emergenze, non ne ha richiesto l'utilizzo, secondo l'ordinanza. L'istruttrice ha ordinato a tre funzionari delle Emergenze, destinatari di tale comunicazione, di testimoniare. Ritiene inoltre inefficace il viaggio di Pradas a Carlet e inadeguata la minimizzazione del rischio da parte di Argüeso il giorno precedente. À Punt, l'emittente regionale, aveva pianificato in anticipo il proprio dispiegamento informativo.