Il collettivo Nos services publics pubblica il suo terzo rapporto annuale, che evidenzia le disuguaglianze sociali nell'accesso alle amministrazioni pubbliche oltre le divisioni geografiche. Intitolato 'Un servizio pubblico, per tutti, davvero?', questo documento di 294 pagine analizza sei settori chiave. Nota che la distanza fisica aggrava fattori come età, precarietà e livello di istruzione.
Il terzo rapporto del collettivo Nos services publics, pubblicato mercoledì 5 novembre 2025, sfida la visione puramente geografica delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi pubblici. Lo studio sostiene che una lente territoriale binaria, che contrappone aree rurali a urbane, oscura le multiple discriminazioni sociali subite dagli utenti. «Se la distanza fisica può essere un ostacolo maggiore, si somma alla questione sociale», afferma il rapporto.
Questo documento approfondito esamina il funzionamento di sei settori principali: sportelli amministrativi, sanità, istruzione, istruzione superiore, alloggi e acqua. Gli autori, guidati da alti funzionari di tendenza di sinistra, si basano su statistiche statali, rapporti di audit e osservazioni quotidiane in quattro territori: Joigny (Yonne), Saint-Paul (La Réunion), Meylan (Isère) e Villeurbanne (Métropole de Lyon).
Il rapporto rivela dinamiche di esclusione legate all'età degli utenti, alla precarietà, al livello di istruzione e all'isolamento geografico. Constata che la presenza di sportelli pubblici è diminuita negli ultimi quarant'anni, favorendo le metropoli a scapito della Francia rurale e alimentando un senso di abbandono. Tuttavia, l'accesso equo dipende anche dalle risorse allocate, dal reclutamento degli agenti e dall'interazione umana.
Evidenziando queste intersezioni tra fattori territoriali e sociali, il collettivo auspica un approccio più inclusivo ai servizi pubblici per garantire un accesso equo per tutti.