Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha sottolineato l'impegno del Cairo per promuovere pace e stabilità in Africa presentando il rapporto annuale del Consiglio di Pace e Sicurezza dell'Unione Africana al summit UA ad Addis Abeba. Ha trasmesso i saluti del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, che presiede il consiglio questo mese, e ha chiesto una strategia complessiva per affrontare le sfide di sicurezza. Il rapporto ha evidenziato riunioni e decisioni relative a conflitti e transizioni politiche.
Durante il summit dell'Unione Africana ad Addis Abeba, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha presentato il rapporto annuale del Consiglio di Pace e Sicurezza dell'Unione Africana, riaffermando l'impegno dell'Egitto per rafforzare pace e stabilità nel continente. Il ministro ha trasmesso i saluti del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, che presiede il consiglio questo mese, e ha chiesto una strategia complessiva per affrontare sfide di sicurezza interconnesse come terrorismo e interferenze straniere, rafforzando sistemi di allerta precoce, diplomazia preventiva e mediazione per contenere le crisi prima dell'escalation. Abdelatty ha notato che il consiglio ha tenuto circa 70 riunioni nell'ultimo anno, coprendo 80 punti all'ordine del giorno, con conflitti e transizioni politiche che rappresentano il 36% delle discussioni e questioni tematiche il 34%. Ha convocato cinque sessioni d'emergenza su sviluppi in Madagascar, Sudan, Guinea-Bissau e Benin, riaffermato il rifiuto di cambiamenti di governo incostituzionali e emesso 63 comunicati. Riguardo a conflitti specifici, ha evidenziato la revoca delle sospensioni su Gabon e Guinea dopo elezioni presidenziali che hanno ripristinato l'ordine costituzionale. È stato rinnovato il mandato della Forza Multinazionale Congiunta contro Boko Haram nel bacino del Lago Ciad, e la Missione di Supporto e Stabilizzazione dell'Unione Africana in Somalia ha registrato progressi nonostante carenze di finanziamento. Il ministro ha esortato a finanziamenti prevedibili e sostenibili per garantire la continuità della missione. Sul Sudan, il consiglio continua a monitorare da vicino gli sviluppi e sostiene gli sforzi per un cessate il fuoco e un regolamento politico complessivo che preservi l'unità e la sovranità del paese. Ha anche reiterato il sostegno agli Stati africani in transizione politica e all'obiettivo «Silencing the Guns» dell'UA nell'ambito dell'Agenda 2063. In margine al summit, Abdelatty ha incontrato Mafalda Duarte, direttrice esecutiva del Green Climate Fund, per discutere l'allargamento dell'accesso africano al finanziamento climatico, sottolineando la necessità di scalare i fondi per progetti di mitigazione e adattamento nei paesi in via di sviluppo. Ha anche discusso con la commissaria Litha Musyimi-Ogana della Commissione Africana per i Diritti Umani e dei Popoli modi per rafforzare la cooperazione sui diritti umani, inclusi lo scambio di best practices nei centri di riabilitazione, l'empowerment femminile e la protezione dell'infanzia. In incontri separati con l'African Export-Import Bank, l'African Development Bank e l'African Union Development Agency, il ministro ha enfatizzato l'accelerazione dell'integrazione economica continentale, il potenziamento del commercio intra-africano nell'ambito dell'African Continental Free Trade Area e l'allargamento delle partnership per sostenere investimenti, infrastrutture e crescita del settore privato. Ha dichiarato che l'Egitto mira ad attrarre ulteriori investimenti sfruttando la sua posizione strategica, capacità logistica e infrastrutture. Al summit, il segretario generale ONU Antonio Guterres ha riaffermato l'Africa come priorità assoluta delle Nazioni Unite, chiedendo rappresentanza africana nel Consiglio di Sicurezza ONU, processi politici pacifici in Libia, fine della violenza e del terrorismo nel Sahel e notando che il continente potrebbe diventare un importante motore energetico globale se le sue risorse fossero sfruttate efficacemente. Il presidente della Commissione UA Mahmoud Ali Youssouf ha chiesto la fine delle uccisioni di palestinesi, affermando che la situazione in Palestina sfida la coscienza globale. Il summit di due giorni discute conflitti in Sudan e Sahel, sicurezza idrica, oneri del debito, sfide sanitarie e espansione del commercio intra-africano.