Parlamento europeo indebolisce la direttiva sulla due diligence aziendale

Il Parlamento europeo ha votato giovedì 13 novembre per restringere significativamente l'ambito della direttiva sulla due diligence aziendale. Gruppi di destra e estrema destra si sono alleati in una mossa senza precedenti per svuotare la sostanza del testo. Il cambiamento limita gli obblighi delle aziende di prevenire violazioni dei diritti umani e danni ambientali.

Il 13 novembre 2025, un'alleanza di partiti europei di destra e estrema destra ha portato il Parlamento europeo ad adottare emendamenti che indeboliscono la direttiva sulla due diligence aziendale. Approvata con 382 voti contro 249, la decisione riduce il numero di aziende interessate. Ora, solo quelle con più di 5.000 dipendenti e un fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro saranno soggette a questi requisiti, rispetto ai precedenti 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro.

La direttiva mira a obbligare le aziende a prevenire violazioni dei diritti umani, come il lavoro minorile, il lavoro forzato o fallimenti nella sicurezza, nonché danni ambientali lungo le loro catene del valore. Fino ad ora, questa maggioranza si era limitata a testi non vincolanti, ma con questa legge vincolante ha superato una soglia.

Il Partito Popolare Europeo (PPE) ha collaborato con nazionalisti di varie origini, inclusi il Rassemblement national (RN) francese, i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e il Fidesz ungherese. Insieme, la destra e l'estrema destra hanno abbattuto un 'totem' privando il testo della sua sostanza, secondo gli osservatori. Questa alleanza senza precedenti evidenzia una dinamica politica crescente nel Parlamento europeo.

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